“In riferimento al progetto di educazione alla legalità “Il diritto di avere diritti”, promosso dall’Osservatorio MIUR, dall’Osservatorio Giovani e dalla Camera Penale di Catanzaro “Cantafora”, il sottoscritto Servello Domenico Agazio, dirigente scolastico della Scuola Don Bosco Istituto salesiano Sant’Antonio di Padova di Soverato ritiene opportuno e doveroso fornire alcuni chiarimenti, anche alla luce delle polemiche sollevate e riportate quotidiani locali e nazionali”. E’ quanto dichiarato dallo stesso Servello in una lettera aperta.
Iniziativa in buona fede
“L’istituto Don Bosco, – spiega – per il triennio del Liceo classico, ha aderito all’iniziativa della Camera Penale in assoluta buona fede, riconoscendo il valore formativo del progetto e la coerenza con i percorsi di educazione civica e alla legalità, già avviati e realizzati anche negli anni precedenti. Si trattava di una proposta progettuale che si inseriva in un più ampio percorso di collaborazione con il mondo delle professioni giuridiche e che, già a partire dallo scorso anno scolastico, ha trovato diffusione in diverse realtà del territorio, sempre con finalità didattiche e culturali. La scuola ha sempre operato e continua ad operare costantemente in posizione di imparzialità rispetto a temi di natura politica e/o referendaria, nel rispetto del ruolo educativo e istituzionale che ogni istituzione scolastica deve rivestire. L’adesione al progetto in questione è avvenuta esclusivamente per le sue finalità formative, legate allo studio dei principi costituzionali e alla promozione della cultura della legalità”.
Il primo incontro
“Il percorso del progetto “Il diritto di avere diritti”, – afferma – prevedeva due incontri informativi e formativi. Primo incontro (circa 2 ore – tenutosi in data 21 gennaio 2026): dedicato allo studio dei principi costituzionali con riferimento agli artt. 24, 25, 27 e 111 della Costituzione, con l’illustrazione delle fasi del processo penale e dei meccanismi del modello accusatorio vigente in Italia dal 1988, anche in comparazione con modelli di tipo inquisitorio, al fine di fornire agli studenti strumenti di comprensione del sistema processuale. A conclusione era prevista la visione di un contributo video relativo a una vicenda processuale e/o a una testimonianza”.
Il secondo incontro
“Secondo incontro (circa 2 ore – data ancora non definita) – aggiunge – incentrato sul principio costituzionale del giusto processo (art. 111 Cost.), sul contraddittorio tra le parti e sul loro ruolo nel procedimento, con una simulazione processuale che avrebbe coinvolto direttamente gli studenti e un successivo dibattito interattivo, anche sul tema della separazione delle carriere, in chiave argomentativa e didattica. Per questo incontro ovviamente sarebbe stata assicurata la partecipazione sia dei rappresentanti del Comitato del SI che del Comitato del NO. Tuttavia, nel corso del primo incontro si sono registrati interventi che, per contenuti e modalità espressive, si sono in parte discostati dall’impostazione strettamente didattica prevista, toccando profili
di attualità oggetto di dibattito pubblico”.
“L’istituto è super partes”
“Le considerazioni espresse in tale frangente – sottolinea – sono da intendersi come riconducibili esclusivamente alla responsabilità individuale dei relatori e non rappresentano in alcun modo la posizione dell’istituto, che non solo vuole apparire ma essere super partes. La scuola Don Bosco è, vuole e deve restare esclusivamente un luogo di formazione critica, pluralista e neutrale. Pertanto, al fine di non fomentare ulteriori polemiche createsi in questi giorni, l’istituto ha ritenuto opportuno effettuare una approfondita valutazione interna sull’opportunità di proseguire il percorso nelle medesime modalità”.
Sospensione del progetto
“Al fine di preservare un clima sereno – conclude – e di garantire in modo sempre più chiaro la neutralità dell’ambiente scolastico, si è pertanto deciso di sospendere il progetto nella sua forma attuale e di valutare un eventuale ulteriore momento di approfondimento in forma esclusivamente informativa e coerente con il contesto scolastico, prevendendo nell’immediato futuro di offrire analogo spazio informativo ad un rappresentante del Comitato del No. Credo non superfluo sottolineare che ogni iniziativa extracurriculare realizzata nell’istituto Don Bosco viene sempre avanzata con l’esclusiva finalità di promuovere negli studenti conoscenza, consapevolezza civica e capacità di analisi critica”.









