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26 Aprile 2026
26 Aprile 2026
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Sopralluogo a sopresa del commissario Asp all’ospedale di Cetraro: carenze di personale e criticità nei reparti da rafforzare

Controlli all’ospedale tirrenico: focus su urologia e cardiologia, verifiche su servizi e organizzazione

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Sopralluogo non programmato all’ospedale di Cetraro da parte del commissario dell’Asp di Cosenza Vitaliano De Salazar. Alla visita hanno partecipato il sindaco Giuseppe Aieta, il vicesindaco Marco Occhiuzzi e la consigliera Gabriella Luciani. Lo rende noto con un comunicato la stessa l’Azienda sanitaria provinciale

I reparti sotto osservazione

Il controllo ha interessato i principali servizi del presidio: medicina, ostetricia, blocco operatorio, pediatria e radiologia. Una verifica diretta delle condizioni operative e dell’organizzazione interna, estesa anche ai settori ritenuti strategici come urologia e cardiologia.

Le criticità emerse

Dall’ispezione emerge la necessità di rafforzare l’organico in alcuni reparti, in particolare urologia e cardiologia. Per l’urologia si valuta l’utilizzo di graduatorie già disponibili o l’avvio di nuove procedure di reclutamento.
Il nodo principale resta la carenza di personale, che incide sulla piena funzionalità dei servizi e sulla capacità di risposta alla domanda sanitaria del territorio.

Obiettivo: alleggerire Cosenza

Tra le indicazioni emerse, quella di potenziare il presidio di Cetraro per ridurre il carico sull’ospedale Annunziata di Cosenza, dove si registrano liste d’attesa elevate.
L’intervento mira anche a contenere il ricorso alla sanità privata e la mobilità dei pazienti.

Servizi attivi e dati disponibili

Il punto nascita ha superato i 500 parti dalla riapertura, mentre radiologia e sale operatorie risultano funzionanti con dotazioni aggiornate. Alcuni reparti, quindi, operano regolarmente, ma il quadro resta disomogeneo.

Sanità territoriale e fragilità

Nel corso del sopralluogo è stato evidenziato anche il tema della presa in carico dei pazienti sul territorio, in particolare anziani soli e soggetti fragili.
Indicata la necessità di rafforzare l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali, attraverso strumenti come lungodegenza e strutture intermedie.

Le prossime mosse

Sul piano operativo, si valuta la creazione di un coordinamento tra istituzioni locali, Asp e operatori sanitari per affrontare le principali criticità: personale, organizzazione interna e tempi di attesa.
Previsto un nuovo accesso al presidio dopo la definizione delle priorità di intervento.

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