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16 Febbraio 2026
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Museo della Sibaritide di nuovo allagato, Demma: “Colpiti da una seconda esondazione”

Il canale accanto alla struttura esonda nella notte: seminterrati invasi dall’acqua. Attivate Protezione civile, Calabria Verde e Consorzio di bonifica

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Non c’è tregua per il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Dopo l’imponente intervento di svuotamento dei locali seminterrati effettuato nelle scorse ore, nella notte il canale che scorre accanto alla struttura è nuovamente esondato, riportando acqua e fango all’interno dell’edificio.
A fare il punto è il direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, con parole che fotografano la difficoltà del momento: “Non è una buona giornata oggi al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. Purtroppo il lavoro enorme fatto ieri con la Protezione civile di svuotamento dei locali semiinterrati si è rivelato inutile perché stanotte il canale qui di fianco ha esondato e i locali sono di nuovo pieni d’acqua”.

Squadre al lavoro contro fango e ristagni

Nonostante il nuovo allagamento, le operazioni non si fermano. “Non ci stiamo perdendo d’animo – spiega Demma – sono attive le pompe e qui abbiamo tutta la squadra di Calabria Verde che ci sta dando una mano a eliminare il fango residuo dal piazzale”.
La criticità principale resta il livello dei canali. “Certo che se non riusciamo a far scendere il livello dei canali, purtroppo tutto quello che facciamo sarà inutile”, avverte il direttore, evidenziando come la soluzione definitiva dipenda dal deflusso delle acque.
Demma ha voluto esprimere un ringraziamento pubblico a tutte le realtà impegnate nell’emergenza: “Dobbiamo comunque ringraziare sempre la Protezione civile per il supporto, il Comune di Cassano per il coordinamento, il sindaco Iacobini, il Consorzio di bonifica che anche oggi ci sta dando una mano con i mezzi a cercare di drenare il canale qui di fianco, Calabria Verde e l’assessore Gallo che prontamente sono venuti in nostro soccorso”.

Situazione sotto monitoraggio

Le operazioni di drenaggio e pulizia proseguono senza sosta mentre resta alta l’attenzione sulle condizioni meteo e sul livello dei corsi d’acqua. L’obiettivo è evitare ulteriori infiltrazioni e contenere i danni in una delle strutture culturali più importanti della Calabria ionica.

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