Una notte di viaggio si trasforma in un calvario per centinaia di passeggeri diretti dal Centro-Nord verso la Calabria.
Ritardi che sfiorano le due ore, un Frecciarossa senza climatizzazione, una donna che accusa un malore a bordo.
A mandare in tilt la Tirrenica, nel pomeriggio del 2 luglio, sono due episodi che si sommano: un incidente mortale a Belvedere Marittimo e un guasto tecnico nei pressi di Napoli.
Il risultato è una serata di passione per chi viaggiava verso Cosenza e Reggio Calabria, con il Frecciarossa 9639 Milano-Roma-Reggio Calabria Centrale bloccato per quasi un’ora a Scalea.
Il dramma di Belvedere Marittimo ferma la linea
Tutto inizia intorno alle 17, quando un uomo viene travolto e ucciso dall’Intercity 724, in viaggio da Siracusa a Roma Termini, nel territorio comunale di Belvedere Marittimo, sull’alto Tirreno cosentino.
Per consentire i rilievi di rito, Rete Ferroviaria Italiana dispone l’interruzione totale della circolazione tra le stazioni di Diamante-Buonvicino e Capo Bonifati.
Il traffico resta sospeso per quasi quattro ore: secondo quanto riferito, la circolazione riprende soltanto verso le 20.57, con il convoglio coinvolto nell’incidente ripartito alla volta di Roma.
Il ritorno alla normalità, però, richiede altro tempo, e i disagi si propagano su tutta la linea, lunga percorrenza e regionali compresi.
Un guasto nei pressi di Napoli aggrava la situazione
Alla tragedia calabrese si somma un secondo fattore di crisi, più a nord. Nel bollettino ufficiale di Infomobilità di Trenitalia relativo a giovedì 2 luglio compaiono più corse Frecciarossa segnalate in ritardo per un “inconveniente tecnico alla linea nei pressi di Napoli Afragola”: tra queste il 9588 Reggio Calabria-Torino, il 9658 Reggio Calabria-Milano e il 9552 Salerno-Torino.
Lo stesso bollettino indica l’Intercity 553 Roma Termini-Reggio Calabria in ritardo per una doppia causa, “un inconveniente tecnico alla linea tra Salerno e Pontecagnano e accertamenti dell’Autorità Giudiziaria tra Diamante e Bonifati”: la prova documentale che i due problemi, quello partenopeo e quello cosentino, si sono incrociati nella stessa serata, colpendo la dorsale che collega la Capitale al Sud Tirreno.
L’Odissea del Frecciarossa 9639: il racconto del viaggio
Il Frecciarossa Milano-Roma-Reggio Calabria parte da Roma Termini con un ritardo iniziale di circa mezz’ora a causa del guasto in Campania.
Il distacco dall’orario cresce mano a mano che il convoglio scende verso sud: le fermate non programmate si moltiplicano appena sotto il confine tra Basilicata e Calabria, segno che la congestione della linea si fa sentire ben prima di arrivare nella zona dell’incidente.
Il punto critico arriva a Scalea, ultima stazione prima del tratto Diamante-Capo Bonifati rimasto chiuso per i rilievi giudiziari: qui il treno resta fermo per poco meno di un’ora.
Senza aria condizionata: il malore di una viaggiatrice
Durante la sosta a Scalea l’impianto di climatizzazione smette di funzionare. Con le carrozze piene e le temperature di inizio luglio, l’aria diventa presto irrespirabile.
Intorno alle 22 una donna accusa un malore, il personale di bordo interviene per soccorrerla, mentre altri passeggeri restano in attesa di notizie sulle sue condizioni.
Per alleggerire la situazione nel resto del treno, il personale decide di aprire le porte e far circolare aria dall’esterno, in attesa che la linea davanti a Scalea venga liberata. Nel frattempo, dagli altoparlanti di bordo arrivano annunci che informano i viaggiatori: i tecnici stanno lavorando per sbloccare la circolazione.
Il treno riparte, ma la beffa è già scritta
Alle 22.17 il Frecciarossa lascia finalmente Scalea, esattamente un’ora dopo l’orario in cui, secondo la tabella di marcia originaria, sarebbe dovuto arrivare a Paola: le 21.17.
Il nuovo orario di arrivo comunicato ai passeggeri è le 22.48, con un ritardo complessivo che supera l’ora e mezza.
Ad aggravare la beffa per chi deve proseguire verso Cosenza è la coincidenza con i treni regionali: il Regionale 5599, che sulla carta avrebbe collegato Paola a Castiglione Cosentino alle 21.52 con arrivo alle 22.09, risulta cancellato, come conferma l’app di Trenitalia.
Chi punta su Cosenza deve quindi aspettare la corsa successiva, il Regionale 5585 delle 23.06, con arrivo previsto a Castiglione Cosentino alle 23.23: quasi due ore oltre la tabella di marcia originaria, a notte già inoltrata.
Un’unica arteria, senza alternative
La dorsale tirrenica calabrese è, sulla carta, un’infrastruttura moderna: doppio binario ed elettrificata per l’intera tratta Battipaglia-Reggio Calabria.
Ma resta l’unico vero collegamento ferroviario tra la Calabria e il resto del Paese, percorso ogni giorno da Frecce, Intercity, regionali e merci senza soluzione di continuità.
Quando un episodio come quello di Belvedere Marittimo impone lo stop totale della circolazione per gli accertamenti dell’autorità giudiziaria, non esiste un percorso alternativo capace di assorbire il traffico in tempi rapidi: il risultato, come nella notte tra il 2 e il 3 luglio, è che un solo evento sulla linea può paralizzare per ore i collegamenti tra Roma e l’intera Calabria.










