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4 Aprile 2026
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Poliziotto della Penitenziaria aggredito nel carcere di Vibo da un detenuto: frattura del setto nasale

Il Sappe denuncia il "clima di tensione e pericolo costante" e chiede l'intervento della Prefetto e un urgente incremento di organico

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Un nuovo grave episodio di violenza si è verificato all’interno dell’istituto penitenziario di Vibo Valentia. Un Sovrintendente appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria è stato violentemente aggredito da un detenuto, riportando lesioni serie che hanno reso necessario il ricovero presso il locale Pronto Soccorso. A seguito delle visite mediche, la diagnosi ha riscontrato la frattura del setto nasale. L’agente dovrà ora sottoporsi a ulteriori accertamenti sanitari e, con ogni probabilità, a un intervento chirurgico. La notizia è stata diffusa dal Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), tramite il Segretario provinciale di Vibo, Gianpiero Greco.

La denuncia del Sappe: “Clima di pericolo costante”

L’episodio ha immediatamente riacceso la protesta del Sindacato, che aveva già segnalato nei giorni scorsi la “gravissima situazione interna” del penitenziario al Prefetto di Vibo Valentia. Il Sappe sottolinea che il personale è “esasperato da un clima di tensione e pericolo costante”.

Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario regionale, hanno ribadito la difficile condizione operativa in cui versa il personale del carcere. Pur riconoscendo l’attenzione manifestata dalla Prefetta, il sindacato auspica “un intervento concreto e risolutivo” da parte di tutti gli organi istituzionali.

Le richieste: organico potenziato e nuove misure gestionali

Le richieste del Sappe sono chiare e mirano a un miglioramento strutturale e organizzativo della gestione penitenziaria. Al primo posto vi è la necessità di un adeguato incremento dell’organico per garantire maggiore sicurezza.

Inoltre, il sindacato invoca l’adozione delle innovative misure gestionali previste da una recente circolare ministeriale, che prevedono il presidio delle sezioni detentive anche da parte degli educatori. Infine, il Sappe ritiene fondamentale promuovere una maggiore sinergia tra tutte le figure professionali che interagiscono all’interno del sistema penitenziario per creare un clima di “maggiore serenità lavorativa”.

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