18 Ottobre 2026
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Protesta dei Tir in Calabria, Salvini convoca Fedralog: “Pronti ad andare a Roma se non arrivano risposte”

Il MIT apre al confronto istituzionale per il 20 ottobre. Ai presidi sulla Statale 106 e sulla SS18 si uniscono pescatori, ANPI e il vicepresidente della CEI monsignor Savino

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La vertenza dell’autotrasporto e dell’agricoltura calabrese arriva sul tavolo del Governo centrale. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha convocato ufficialmente la Federazione regionale della logistica per un tavolo tecnico istituzionale in programma martedì 20 ottobre alle ore 15 presso la Prefettura di Milano. L’annuncio giunge al termine di una giornata di fortissima tensione nei quindici presidi attivi da Nord a Sud della regione, dal porto di Gioia Tauro agli svincoli dell’A2 e lungo le principali arterie stradali. La mobilitazione, prolungata fino alla mezzanotte di martedì, attende l’esito del confronto milanese per decidere se sciogliere i blocchi o rilanciare la protesta su scala nazionale.

“Ci è giunta la convocazione da parte del ministro Salvini e martedì una nostra delegazione sarà a Milano. In base all’esito dell’incontro valuteremo sulla conclusione delle manifestazioni”, spiega il coordinatore regionale di Fedralog, Mario Pansini, dopo un vertice con il prefetto di Catanzaro. Dalle piazze di San Lucido, dove al fianco di autotrasportatori e agricoltori sono scesi in campo anche i pescatori, il messaggio resta senza appello: “Se non arriveranno risposte concrete, porteremo la protesta fino a Roma”. La mobilitazione, arricchita dall’adesione formale dell’ANPI di Paola, si mantiene pacifica pur causando fisiologici rallentamenti alla viabilità.

Conti in rosso e margini azzerati: i numeri della crisi a Crotone

L’impatto economico del caro-carburante sta mettendo in ginocchio le aziende di trasporto del territorio crotonese. Presso la Statale 106, nei pressi dell’aeroporto di Isola Capo Rizzuto, camion e trattori occupano le carreggiate lasciando transitare i veicoli su un’unica corsia. Gli operatori descrivono un quadro di tracollo finanziario esasperato dai tempi della burocrazia per i rimborsi e dall’aumento dei costi fissi di gestione.

“Questa protesta non è solo per noi, riguarda tutti. Riguarda il carovita, riguarda il futuro: noi autotrasportatori stiamo fallendo per i costi che dobbiamo sostenere. Se ci fermiamo noi si ferma il Paese – denunciano i manifestanti – Stiamo facendo la fame tutti. Le banche ci chiudono le porte, le società di leasing stanno venendo a prendere i trattori ed i camion. Siamo finiti”.

I numeri dell’emergenza illustrati dalle imprese evidenziano l’azzeramento dei ricavi settimanali lungo le tratte nazionali dirette verso i mercati del Nord Italia. “Fino ad un anno fa per un pieno di gasolio per un viaggio di andata e ritorno verso Milano si spendevano in genere tra 1.300 e 1.500 euro, con un margine pulito di circa 300 euro settimanali a fronte delle spese per assicurazione, gomme e autostrada su un veicolo dal valore di 200mila euro. Oggi, il caro gasolio ha annientato questi margini. Per la stessa tratta il costo del pieno è schizzato a ben 2.600 euro. A questa spesa si aggiungono i rincari stratosferici dei pedaggi autostradali, saliti a 350-400 euro, i maggiori oneri contributivi per l’autista e l’aumento vertiginoso dei prezzi di gomme e pezzi di ricambio per i veicoli. Oggi, pregando di non subire imprevisti o multe, l’incasso settimanale per un mezzo da 200mila euro si è ridotto a una miseria di 100 o 150 euro”.

Sotto la lente dei category manager finisce anche la gestione del credito d’imposta sulle accise: «Vero, beneficiamo in teoria del rimborso delle accise che si aggira intorno ai 19 o 20 centesimi per litro, ma servono tempi biblici per ottenerlo sotto forma di sgravio fiscale. Siamo noi ad anticipare i capitali». Da qui la richiesta inderogabile di azzerare le accise o introdurre un prezzo calmierato per i mezzi d’opera.

L’appello del vescovo Savino e il richiamo alla calma delle categorie economiche

La vertenza incassa un forte sostegno anche dal mondo ecclesiale. Il vicepresidente della CEI e vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio, monsignor Francesco Savino, ha incontrato personalmente i manifestanti riuniti nella Piana di Cerchiara, ponendo l’accento sulla tenuta democratica e sociale dei territori.

“Che valore ha una democrazia se non riesce a garantire ascolto e risposte a chi fatica a vivere del proprio lavoro? La democrazia è fatta di diritti e doveri. Ma dove sono i diritti di queste persone?”, dichiara monsignor Savino. “Dietro ogni trattore e ogni camion fermo ci sono storie di sacrifici, famiglie da mantenere, aziende da salvare e lavoratori che chiedono di poter continuare a svolgere dignitosamente la propria attività. La democrazia non può essere richiamata soltanto quando si parla di doveri. Deve saper riconoscere anche i diritti, tutelare chi produce ricchezza e garantire condizioni che consentano alle persone di vivere del proprio lavoro”.

Soffermandosi sul valore economico e identitario delle maestranze rurali e della logistica, l’alto prelato rincalza: “Voi siete gli angeli della terra. Gli agricoltori custodiscono la terra, ne coltivano i frutti e preservano tradizioni che attraversano le generazioni. Gli autotrasportatori assicurano collegamenti essenziali tra produttori, imprese, mercati e cittadini. Sono professioni diverse, ma unite da una responsabilità comune: sostenere la vita quotidiana delle comunità. Togliete l’agricoltura alla Calabria: cosa resta? È una domanda che dovrebbe far riflettere tutti, a partire da chi ha responsabilità politiche e istituzionali. L’agricoltura, in Calabria, non è soltanto una voce dell’economia. È identità, cultura, paesaggio, tradizione e presidio del territorio. Difendere agricoltori e autotrasportatori significa, quindi, difendere il lavoro, la produzione e la possibilità stessa di mantenere vivi i territori. Sono con voi e contatterò chi di dovere. Non lasciamo soli gli angeli della terra”.

Sul versante delle forniture e della rete commerciale, Confcommercio Calabria invita a valutare l’evoluzione della vertenza senza procurati allarmi. “È comprensibile che la situazione legata alla protesta degli autotrasportatori generi preoccupazione tra cittadini e imprese, ma è importante evitare allarmismi. Eventuali rallentamenti nelle consegne potrebbero creare difficoltà circoscritte negli approvvigionamenti, senza che questo debba tradursi in paure ingiustificate”, dichiara il presidente regionale Klaus Algieri. “Allo stesso tempo è fondamentale lavorare per allentare la pressione dei prezzi, che grava su un tessuto economico già fragile e mette a dura prova imprese e famiglie. Auspichiamo che si possa arrivare rapidamente a un confronto costruttivo, capace di individuare soluzioni concrete nell’interesse di tutti”.

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