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3 Marzo 2026
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Quindici anni dopo la tragedia: Lamezia Terme ricorda gli otto ciclisti travolti sulla Statale 18

Il 5 dicembre 2010 segnò per sempre la città. Oggi il ricordo si trasforma in simbolo tra memoria e impegno civile

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Era il 5 dicembre 2010, una domenica d’inverno con il cielo sereno e la calma discreta che precede il Natale. Ma quella quiete fu infranta da una tragedia improvvisa, violenta e ingiusta. Sulla Statale 18, in località Marinella, otto ciclisti lametini furono travolti da un’auto guidata da un giovane privo di patente, risultato positivo all’uso di sostanze stupefacenti. Otto vite spezzate, otto famiglie segnate per sempre, otto storie che la città non può dimenticare.

Otto vite, otto storie

Ricordare gli 8 ciclisti non significa ripetere nomi, ma restituire dignità alle persone che rappresentavano.

Rosario Perri era noto per la sua gentilezza e il suo sorriso buono. Marito affettuoso, padre presente e lavoratore stimato, trovava nella bicicletta un piccolo spazio di libertà e un modo per vivere la città in prima persona. La sua famiglia ne conserva con affetto la memoria, testimoniando quanto fosse amato e rispettato.

Francesco Stranges era un uomo mite e laborioso, appassionato di sport e della vita semplice. La sua famiglia ancora oggi custodisce il ricordo con profonda devozione. Chi lo conosceva lo descrive come una persona generosa, sempre pronta a offrire aiuto e sostegno.

Vinicio Puppin avrebbe compiuto cinquant’anni poco dopo la tragedia. La famiglia lo ricorda ogni anno tra amore e dolore. Uomo di grandi qualità umane, rispettato sul lavoro e nella vita privata, era un punto di riferimento per chi gli stava vicino.

Giovanni Cannizzaro era un lavoratore dedito, un padre esemplare e un uomo che amava la calma e la buona compagnia. Andare in bicicletta era uno dei suoi modi di ritrovare se stesso. Gli amici ricordano la sua discrezione, integrità e impegno.

Pasquale De Luca era sempre solare e sorridente, con una passione per lo sport che lo rendeva un amico prezioso. La sua famiglia sente ancora acutamente la perdita di un uomo capace di essere profondamente amato.

Fortunato Bernardi, definito “uomo fortunato” da chi lo conosceva, incarnava valori come la semplicità, la gentilezza e il rispetto per gli altri. La sorte, tuttavia, non gli concesse la stessa fortuna sulla strada.

Domenico Palazzo era appassionato di sport per tutta la vita, con una predilezione per il ciclismo. Condivideva momenti preziosi con i propri cari ed era un padre premuroso, un marito devoto e un uomo sensibile.

Domenico Strangis era un altro amante del ciclismo, pilastro per amici e famiglia. Uomo di buon cuore, onesto e amorevole, metteva passione e dedizione in ogni azione. La sua presenza costante come padre esemplare è ancora ricordata con affetto.

La stele della memoria

Oggi, sulla Statale 18, una stele ricorda gli 8 ciclisti. Una lastra di marmo semplice ma significativa, luogo di fermata silenziosa dove le famiglie portano fiori, i ciclisti passano per un pensiero e i cittadini si raccolgono in memoria. Non un monumento, ma un simbolo della tragedia e della volontà di non dimenticare.

Memoria e impegno

Ogni pedalata commemorativa, ogni cerimonia davanti alla stele, ogni articolo scritto negli anni ha ribadito una verità fondamentale: la memoria serve non solo a ricordare, ma a trasformare il dolore in impegno civile e prevenzione. Lamezia porta con sé quel 5 dicembre 2010 come una ferita collettiva, e la ricorda con la concretezza del gesto e la dignità del ricordo.

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