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21 Maggio 2026
21 Maggio 2026
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Rivolta choc in carcere a Catanzaro, detenuti devastano sezione: “La criminalità organizzata ‘soffia’ sul caos”

Alcuni detenuti del reparto “Rete omogenea” hanno devastato impianti di videosorveglianza e strutture interne. Il sindacato Osapp chiede un intervento urgente del governo

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Momenti di altissima tensione nella Casa circondariale di Catanzaro, dove un gruppo di detenuti del reparto “Rete omogenea” ha dato vita a una violenta azione di protesta culminata con l’occupazione di una sezione dell’istituto penitenziario. Durante i disordini sarebbero stati distrutti i sistemi di videosorveglianza e provocati ingenti danni alle strutture e ai beni dell’amministrazione carceraria.

A rendere nota la vicenda è stato il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano, che ha parlato di una situazione “gravissima” rientrata solo grazie all’intervento della Polizia penitenziaria.

“Solo la straordinaria professionalità e il sangue freddo degli agenti hanno evitato conseguenze peggiori”, ha dichiarato Montesano, sottolineando come non si registrino feriti tra il personale in servizio. I detenuti coinvolti nella sommossa sarebbero stati già trasferiti in altri istituti.

L’ombra della criminalità organizzata

Ma è soprattutto il possibile scenario dietro la rivolta a preoccupare il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria. Secondo l’Osapp, infatti, non sarebbe da escludere un interesse diretto della criminalità organizzata nel tentativo di destabilizzare un sistema carcerario già fortemente indebolito.

“L’aspetto più allarmante è che non si esclude affatto un preciso interessamento della criminalità organizzata, intenzionata a sfruttare queste frange per destabilizzare un sistema gestionale e securitario già ridotto ai minimi termini”, accusa Montesano.

Il dirigente sindacale richiama inoltre l’attenzione sulla presenza di numerosi detenuti stranieri coinvolti nella protesta e parla di una “totale sfrontatezza” dimostrata durante l’assalto alla sezione.

Accuse alla sorveglianza dinamica

Nel mirino dell’Osapp finisce anche il modello della sorveglianza dinamica, più volte contestato dal sindacato per le condizioni operative negli istituti calabresi.

“Resta da capire se i sistemi di sorveglianza fossero realmente funzionanti”, incalza Montesano. “Le donne e gli uomini del Corpo in Calabria sono esposti ogni giorno a rischi criminali e geopolitici non più tollerabili”.

Parole che rilanciano il dibattito sulle condizioni di sicurezza all’interno delle carceri italiane, soprattutto negli istituti del Sud dove sovraffollamento, carenza di personale e tensioni interne continuano a rappresentare un’emergenza cronica.

La richiesta a Meloni e Nordio

L’Osapp ha annunciato la richiesta immediata di un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il ministro della Giustizia Carlo Nordio per chiedere un “piano straordinario per la Calabria”. Secondo il sindacato servono interventi urgenti e strutturali per rafforzare sicurezza, organici e strumenti operativi della Polizia penitenziaria.

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