All’alba del 12 dicembre, i soci della Cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra hanno trovato un altro dei loro terreni svuotato del raccolto. Il furto è avvenuto in località Sovereto, nel territorio comunale di Gioia Tauro, su un fondo agricolo confiscato alla criminalità organizzata e affidato alla cooperativa per la produzione di agrumi.
Secondo le prime stime, sarebbero stati sottratti circa 100 quintali di arance. Si tratta del terzo episodio in poche settimane, un’escalation che sta incidendo in modo diretto sulla capacità produttiva e commerciale della cooperativa.
Un danno economico che supera i 25 mila euro
Il valore complessivo dei furti registrati nell’ultimo periodo si aggira attorno ai 25.000 euro. Una cifra rilevante per una realtà cooperativa che opera su terreni pubblici confiscati, reinvestendo gli utili nel lavoro agricolo e nell’inclusione sociale.
Sul caso è intervenuto il Commissariato di Polizia di Gioia Tauro, che ha avviato le indagini per individuare i responsabili. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali sugli sviluppi investigativi.
Le parole della cooperativa: “Non molliamo”
Domenico Fazzari, rappresentante della cooperativa, ha commentato l’accaduto in una dichiarazione rilasciata il 12 dicembre 2025: “Siamo una cooperativa sociale che da 21 anni lavora su terreni confiscati alla mafia. Questa serie di furti, come tutti i danneggiamenti subiti in passato, punta a scoraggiare l’iniziativa imprenditoriale proprio sui beni confiscati, facendo passare l’idea che il loro utilizzo sia destinato al fallimento. Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci. Tuttavia, è evidente che, con questo ritmo di azioni criminali, diventa ogni giorno più difficile risollevarsi economicamente”.
Un’attività agricola con una funzione sociale
La dimensione economica, spiegano i soci, è solo una parte del progetto. Antonio Napoli, socio della cooperativa, ha dichiarato nella stessa giornata:
“La nostra non è soltanto un’attività agricola, ma una missione sociale. Ogni frutto raccolto e venduto rappresenta un passo nella lotta culturale contro la mentalità mafiosa e nella costruzione di un’economia sana e inclusiva. È stato un anno particolarmente difficile per chi vive del lavoro in cooperativa”.
Una realtà storica del progetto Libera Terra
La Valle del Marro è una delle cooperative storiche del progetto Libera Terra, che riunisce nel Sud Italia diverse realtà impegnate nella gestione produttiva dei beni agricoli confiscati alla criminalità organizzata. Le produzioni, in particolare gli agrumi, vengono distribuite attraverso canali strutturati come Unicoop Firenze e le reti dei Gruppi di Acquisto Solidale del Centro e Nord Italia.
Beni pubblici sotto attacco
I soci sottolineano come i furti non colpiscano soltanto la cooperativa, ma beni pubblici restituiti alla collettività. Il percorso di utilizzo sociale dei patrimoni confiscati nasce dall’intuizione di Pio La Torre ed è stato portato avanti negli anni dall’associazione Libera, insieme alle istituzioni. La cooperativa ha chiesto che “le ripetute aggressioni ai terreni confiscati non restino impunite” e che vengano adottate misure adeguate di tutela, auspicando il sostegno delle istituzioni, della cittadinanza e delle reti solidali, comprese quelle dei calabresi che vivono fuori regione.









