Negli ultimi giorni, la provincia di Catanzaro sta vivendo un’intensa attività sismica con centinaia di microscosse, molte delle quali avvertite dalla popolazione. L’epicentro di questo sciame sismico è stato localizzato soprattutto tra i comuni di Tiriolo, Settingiano e Maglierina, con eventi che hanno raggiunto magnitudo superiore a 3.0. La sequenza, pur non avendo finora causato danni, sta generando preoccupazione tra i cittadini.
Cosa si muove sotto la Calabria? Le ipotesi degli esperti
Secondo il geologo Carlo Tansi, lo sciame sismico potrebbe essere legato a una faglia in movimento, ma la natura esatta del fenomeno rimane incerta. “I terremoti non si possono prevedere” – sottolinea Tansi – “ma è certo che la Calabria è una delle regioni più sismiche d’Italia”. L’area interessata dallo sciame si trova infatti lungo la faglia tra la placca euroasiatica e quella africana, una zona geologicamente attiva e soggetta a periodici movimenti tellurici.
La faglia tra Lamezia e Catanzaro: una linea di frattura attiva
Uno degli elementi più rilevanti nel contesto sismico della Calabria è la faglia tra Lamezia Terme e Catanzaro, una delle più attive dell’Italia meridionale. Questa struttura geologica rappresenta un punto di discontinuità cruciale, separando il blocca calabro in due aree con dinamiche tettoniche differenti.
Gli esperti evidenziano come questa faglia sia stata responsabile di diversi eventi sismici nel passato e che la sua attività potrebbe spiegare il ripetersi degli sciami sismici nella zona. La particolare geologia dell’area rende possibile un’accumulazione di stress tettonico, che viene rilasciato attraverso piccoli terremoti o, in alcuni casi, con eventi più significativi. La sorveglianza sismica continua ad analizzare eventuali variazioni nella profondità e nell’intensità delle scosse per comprendere l’evoluzione del fenomeno.
Il rischio sismico in Calabria: case fragili e memoria storica
La Calabria ha una lunga storia di terremoti devastanti, dal catastrofico evento del 1783 fino al più recente terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina. Secondo gli esperti, il vero problema non sono tanto le scosse sismiche, quanto la fragilità del patrimonio edilizio. “Non sono i terremoti a uccidere, ma le case che crollano”, ricorda Tansi, evidenziando l’importanza di un piano di prevenzione e messa in sicurezza degli edifici.
Sismicità storica dell’area secondo la mappa di Ingv
Quest’area è caratterizzata da una sismicità frequente ed ha risentito, anche, di forti terremoti storici: quello che ha causato i danni maggiori in questa area è il terremoto del 27 marzo 1638 di magnitudo stimata Mw 7.1 che ha causato danni fino al grado XI MCS e pari al IX-X grado a Tiriolo e Marcellinara. Gli altri forti terremoti che hanno causato danni nei comuni interessati dalla sequenza di questi giorni sono quello del 28 marzo 1783 (Mw 7.0, con area epicentrale distante 18 km da Catanzaro, 16 km da Marcellinara, 18 km da Miglierina, 18 km da Tiriolo) con danni pari al grado IX-X MCS Marcellinara e al grado VIII-IX MCS a Tiriolo e Miglierina, il terremoto dell’8 marzo 1832 (Mw 6.7) con danni pari al grado VII-VIII MCS a Miglierina e al grado VII MCS a Tiriolo. Anche l’evento del 1905 (Mw 7.0) in Calabria centrale e quello del 1947 (Mw 5.7) hanno causato danni in quell’area pari al grado VII MCS. Nell’area sono avvenuti terremoti di minore energia nel 1821 il 2 agosto con magnitudo stimata pari a Mw 5.1 e il 13 settembre pari a Mw 4.6).
Più recentemente gli eventi sismici che hanno avuto magnitudo maggiori di 4.0 sono: il terremoto del 3 marzo 1980 (M 4.3) molto vicino a Tiriolo, quelli del 1 marzo 1980 (M 4.5) e del 7 ottobre 2019 (M 4.0) entrambi a sud-ovest di Tiriolo, l’evento del 7 settembre 1980 (M 4.1) a nord di Tiriolo, e il terremoto del 15 ottobre 2010 (M 4.3) a sud-est di Tiriolo.
Fake news e allarmismi: la Protezione Civile invita alla calma
In questi giorni, il fenomeno ha dato adito a diverse fake news, con previsioni allarmistiche su un possibile forte terremoto imminente. L’esperto della Protezione Civile Salvatore Costarella ha smentito queste affermazioni, ribadendo che “ad oggi nessuno al mondo è in grado di prevedere con certezza un terremoto”. Invita quindi la popolazione a informarsi attraverso fonti ufficiali e a non farsi prendere dal panico.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni?
Gli esperti monitorano la situazione, ma non è possibile prevedere se lo sciame sismico sfocerà in una scossa più forte o si esaurirà progressivamente. L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) continua a raccogliere dati e invita i cittadini a seguire le norme di sicurezza, evitando allarmismi ma mantenendo alta l’attenzione.
L’unica certezza è che la Calabria resta una delle regioni italiane con il più alto rischio sismico. La prevenzione, con la messa in sicurezza degli edifici e una corretta informazione, rimane l’arma più efficace contro i pericoli di un futuro terremoto.








