Un nuovo episodio di violenza mafiosa ha colpito Reggio Calabria. Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, intorno alle 2:00, un furgone frigorifero del caseificio “Delizie della Natura”, attività storica gestita dai fratelli Praticò, è stato incendiato nel pieno centro cittadino, in piazza Carmine.
Le fiamme hanno coinvolto anche una seconda auto e danneggiato la facciata del palazzo dove si trova l’esercizio commerciale. Un gesto gravissimo, tanto più perché rivolto contro un’impresa che da anni ha scelto di stare dalla parte della legalità, aderendo alla rete “Reggio Libera Reggio – la libertà non ha pizzo”.
Reggio sotto attacco: imprenditori, giornalisti e beni confiscati nel mirino
Non è un episodio isolato. Negli ultimi mesi, Reggio Calabria è stata teatro di una lunga serie di attentati, minacce e intimidazioni ai danni di attività commerciali, beni confiscati alla criminalità organizzata, giornalisti e persino amministratori locali.
Un’escalation che mostra come le cosche di ‘ndrangheta stiano cercando di riprendere il controllo del tessuto economico e sociale, usando il solito linguaggio: la violenza e il terrore.
La risposta della rete antiracket: “Resistere, denunciare, non arretrare”
Immediata la reazione del coordinamento reggino di Libera e della rete “Reggio Libera Reggio”, che ha espresso vicinanza concreta all’impresa colpita e ha ribadito con fermezza il proprio impegno:
“Al linguaggio della ‘ndrangheta risponderemo con il linguaggio della resistenza e della denuncia, accanto alle forze dell’ordine e alla magistratura, che faranno piena luce su questo gravissimo attentato.”
La sfida è chiara: non permettere che la città ricada sotto la morsa del ricatto mafioso, e continuare a sostenere chi ha avuto il coraggio di dire no al pizzo e alla cultura del silenzio.








