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24 Aprile 2026
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Un bene confiscato alla criminalità diventa risorsa pubblica: assegnato al Museo archeologico di Reggio Calabria

Un immobile sottratto alla criminalità organizzata rinasce come spazio al servizio della cultura: accordo tra Comune e istituzione permanente per il riuso istituzionale

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Un altro tassello nel percorso di restituzione dei beni confiscati alla collettività prende forma a Reggio Calabria. Il Comune ha affidato al Museo Archeologico Nazionale un immobile situato in via Roma, sottratto alla criminalità organizzata, destinandolo a finalità istituzionali attraverso un comodato d’uso gratuito.

L’intesa è stata sottoscritta dal sindaco facente funzioni Domenico Battaglia e dal direttore del museo Fabrizio Sudano, consolidando una strategia che punta alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione sociale degli spazi liberati dall’illegalità.

Battaglia: “Un atto concreto di legalità”

“L’operazione si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione dei beni confiscati, con l’obiettivo di restituire alla collettività spazi sottratti all’illegalità e riconvertiti a funzioni pubbliche di interesse generale. Un atto concreto di legalità e giustizia sociale”, ha dichiarato Battaglia.

Il primo cittadino ha poi ribadito la linea dell’amministrazione: “I beni confiscati non devono restare simboli di sottrazione e degrado, ma diventare strumenti di crescita culturale e civile. Con questa assegnazione rafforziamo il legame tra istituzioni e territorio, trasformando ciò che apparteneva all’illegalità in un bene comune”.

Sudano: “Valore simbolico e funzionale”

Sulla stessa linea il direttore del museo, Fabrizio Sudano: “La consegna di questo bene confiscato assume un rilevante valore istituzionale e simbolico per il museo e la città. Il riuso dello spazio come deposito consentirà di migliorare la gestione e la tutela del patrimonio”.

Un passaggio che unisce funzione e significato: “Restituiamo alla collettività un luogo sottratto all’illegalità e destinato a finalità di pubblico interesse”.

Un modello di riuso pubblico

L’iniziativa conferma la volontà di trasformare i beni confiscati in strumenti attivi di sviluppo, inserendoli in circuiti culturali e istituzionali. Un segnale politico e amministrativo che punta a sottrarre definitivamente questi spazi alla loro origine criminale, riconsegnandoli a una dimensione di servizio pubblico.

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