Il futuro lavorativo di 650 famiglie calabresi resta legato a doppio filo alle interlocuzioni istituzionali in corso tra la Cittadella e Roma. Si è concluso l’importante tavolo tecnico sulla vertenza Konecta, convocato alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese, delle organizzazioni sindacali di categoria SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC, UGL Telecomunicazioni e delle rispettive RSA.
Nel corso dell’incontro, l’assessore Calabrese ha fatto il punto sugli sviluppi successivi al vertice dello scorso luglio, confermando che la Regione Calabria ha proseguito le interlocuzioni con i Ministeri competenti e con il Poligrafico dello Stato per individuare una soluzione occupazionale definitiva legata alla commessa di digitalizzazione. Tuttavia, l’iter per giungere a un piano strutturale e stabile richiede ancora tempo.
Per questa ragione, al fine di garantire serenamente la continuità lavorativa ed evitare vuoti di tutela, sarebbe auspicabile che il Ministero autorizzasse un ammortizzatore sociale almeno per il semestre successivo, tenuto conto che gli attuali strumenti di sostegno scadranno a fine anno.
La voce dei sindacati: serve un tavolo ministeriale urgente
Le organizzazioni sindacali, pur confermando piena consapevolezza della complessità della vertenza e rinnovando la propria disponibilità a mettere in campo idee e iniziative per trasformare un progetto sperimentale in un piano strutturale di stabilità occupazionale, hanno lanciato un severo richiamo alle responsabilità istituzionali nazionali.
Le stesse istituzioni romane che avevano sponsorizzato il progetto — sottolineano i sindacati — devono contribuire fattivamente fornendo in tempi brevi risposte certe ai lavoratori, costretti da troppo tempo a convivere con l’incertezza. Per tali ragioni, le sigle sindacali ritengono indispensabile la convocazione a stretto giro del tavolo di monitoraggio ministeriale, considerato l’unico vero snodo per sbloccare la vertenza.
Da parte sua, l’assessore Calabrese ha ricordato le ingenti risorse economiche che la Regione Calabria ha già stanziato su questo progetto, ribadendo l’impegno costante dell’Ente affinché venga garantita la continuità del percorso avviato. In questa direzione, la Regione si attiverà fin da subito per sollecitare la convocazione dell’incontro presso il Ministero, giudicato un passaggio decisivo per costruire una prospettiva solida.
La vertenza si inserisce nella più ampia e complessa crisi del settore CRM/BPO e dei call center, confermandosi però un banco di prova fondamentale per tutelare il futuro occupazionale di centinaia di lavoratori in Calabria.















