La zona è stata messa in sicurezza, ma per il ritorno nelle aule si attendono gli accertamenti. A Vibo Valentia, dopo la fuga di gas che intorno alle 11.30 ha fatto evacuare il liceo scientifico “Giuseppe Berto” e coinvolto gli edifici vicini, Italgas e vigili del fuoco sono intervenuti sulla tubatura danneggiata durante gli scavi in via degli Artigiani. Secondo le informazioni raccolte, il tratto interessato è la derivazione che alimenta il liceo, sulla quale è stato eseguito un intervento di incamiciatura e messa in sicurezza. Adesso occorrono ulteriori verifiche nel cantiere e nella scuola: fermare la fuoriuscita è il primo passaggio, accertare le condizioni per riprendere le attività è quello successivo.
Il sindaco Enzo Romeo sta predisponendo un’ordinanza contingibile e urgente per la chiusura del Berto e del liceo “Capialbi”, per le attività ospitate nella sede della Provincia. È stato inoltre attivato il Centro operativo comunale, incaricato di coordinare la gestione dell’emergenza. Dal mondo scolastico arriva una richiesta precisa: coinvolgere la Provincia nelle verifiche di tutti gli impianti, perché il rientro sia sostenuto da accertamenti completi.
Alle 11.30 il rumore, poi gli studenti fuori senza zaini
La mattinata si è spezzata con un rumore violentissimo, descritto come quello di un compressore amplificato. In un primo momento qualcuno avrebbe pensato alla rottura di una condotta dell’acqua. La ricostruzione raccolta indica invece che un escavatore ha intercettato e danneggiato involontariamente il tubo del gas durante i lavori. La fuoriuscita e il rumore hanno generato allarme nella scuola.
La dirigente Licia Bevilacqua ha disposto l’evacuazione. Gli insegnanti hanno accompagnato gli studenti all’esterno; i ragazzi hanno lasciato nelle classi zaini e oggetti personali, dando precedenza all’allontanamento dall’edificio. Il punto di raccolta indicato è stato il piazzale del supermercato MD. Secondo le prime ricostruzioni, alcune persone si sono dirette anche verso via Giovanni Paolo II. Sono circa 1.400 tra studenti, docenti e personale scolastico le persone indicate come evacuate dal Berto; l’emergenza ha interessato anche il personale della Provincia e le classi del Capialbi presenti nella sua sede.
Il deflusso avrebbe incontrato difficoltà proprio per la presenza del cantiere, che avrebbe condizionato le normali vie di fuga. Questo è uno degli aspetti da chiarire, insieme alla gestione del traffico durante l’evacuazione. Una volta svuotato l’istituto, la dirigente ne ha disposto la chiusura anche per impedire accessi non autorizzati e tutelare quanto rimasto nelle aule.
L’allarme che, secondo le testimonianze, non è arrivato
Come è stata segnalata la rottura della condotta? Chi ha avvertito la scuola e con quali tempi? Sono domande centrali nella ricostruzione dell’emergenza. Le testimonianze raccolte e la nota dell’opposizione riferiscono che non sarebbe stata attivata alcuna sirena. I consiglieri di centrodestra denunciano inoltre l’assenza di una comunicazione tempestiva alla dirigente. Circostanze che dovranno essere verificate attraverso gli accertamenti in atto per fare piena luce su quanto accaduto.
La scuola ha reagito disponendo l’uscita degli studenti ma la sicurezza di un’area nella quale convivono scavi, sottoservizi ed edifici frequentati da centinaia di persone deve comprendere anche ciò che precede l’evacuazione: procedure condivise, comunicazioni immediate, percorsi praticabili e coordinamento con chi gestisce la viabilità. Su tutto ciò Comune, impresa e soggetti competenti sono chiamati ora a chiarire perché se tutto è andato bene lo si deve alla lucida capacità di reazione della dirigente scolastica, del suo staff, del personale e degli studenti che in modo ordinato e senza farsi prendere dal panico ha evacuato la scuola.
Un cantiere in ritardo: reperti archeologici, attentato e scadenza di dicembre
L’incidente riapre una questione che accompagna da tempo la vita degli istituti: la convivenza tra il cantiere e le lezioni. I lavori dovrebbero concludersi entro dicembre ma a Vibo le tabelle di marcia sono fatto per essere evase perché a Palazzo “Luigi Razza” i controlli latitano e i cantieri procedono ad andamento sempre lento. C’è da dire che sul calendario hanno pesato il ritrovamento di reperti archeologici nella zona della rotonda e, successivamente, un attentato, che ha ulteriormente rallentato gli interventi. Per domani è previsto un tavolo tecnico in Comune, dal quale si attendono indicazioni sulle condizioni di prosecuzione dei lavori. La sensazione è che di tempo se ne sia perso abbastanza soprattutto in estate. L’emergenza di oggi impone di riesaminare questa organizzazione alla luce di quanto è accaduto, con un calendario attendibile e misure stringenti.
La dirigente: lavori dopo le 14 o di notte, controlli su tutti gli impianti
La dirigente Bevilacqua, insieme alla responsabile della sicurezza Carmen Corrado, ha rinnovato la richiesta di un’“area di calma” e di interventi organizzati in modo da ridurre le interferenze con la presenza degli studenti. La proposta è spostare le lavorazioni dalle 14 in poi oppure nelle ore notturne, quando le lezioni sono terminate.
Come soluzione estrema è stata prospettata anche una chiusura temporanea della scuola, per un periodo non superiore a dieci giorni, durante il quale concentrare le lavorazioni con attività continuativa, giorno e notte. È una proposta da valutare al tavolo tecnico, non una decisione già assunta. Nell’immediato, la richiesta della scuola riguarda gli accertamenti: verificare il cantiere, controllare gli impianti attraverso la Provincia e stabilire le condizioni del rientro. Per studenti, famiglie e personale, la risposta attesa è una data accompagnata da garanzie concrete.
Il centrodestra contro Romeo: “Nessuna sirena attivata”
Sul fronte politico, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuori Vibonesi, Noi Moderati e Identità Territoriale attaccano duramente l’amministrazione Romeo. Nella nota congiunta, i consiglieri di opposizione parlano di “strage sfiorata” e accusano l’impresa di non avere segnalato il pericolo: “Nessuna sirena attivata, zero procedure di emergenza, nessun allarme lanciato per avvisare la scuola e i cittadini”. Denunciano inoltre che nessuno avrebbe avvertito la dirigente Bevilacqua.
L’opposizione attribuisce alla dirigente, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione, ai docenti e al personale scolastico il merito della tempestiva evacuazione. Al Comune contesta invece “nessun controllo preventivo sul cantiere, nessuna vigilanza, nessun coordinamento tempestivo”. Critica anche il presidio della viabilità, sostenendo che una sola pattuglia della Polizia locale si sarebbe trovata a gestire il traffico mentre gli studenti si allontanavano. Sono accuse pesantissime da non tralasciare e approfondire. Se è necessario lo faccia anche la Procura della Repubblica di Vibo. I consiglieri chiedono ispezioni sul cantiere, verifiche delle autorizzazioni e accertamento delle responsabilità, oltre a risposte immediate dell’amministrazione. “Non accetteremo che la vita dei nostri ragazzi venga affidata alla buona sorte o all’eroismo solitario del mondo scolastico” scrivono e, in fondo, non si può dare loro torto.














