Una lunga fiaccolata per dire no alla violenza e alle intimidazioni che nelle ultime settimane hanno colpito l’area industriale del Vibonese. Centinaia di persone stanno prendendo parte questa sera alla manifestazione promossa dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi, attraversando simbolicamente le strade segnate dagli ultimi episodi criminali contro imprenditori, aziende e amministratori locali.
Presenti cittadini, associazioni, rappresentanti delle istituzioni, sindaci e operatori economici del territorio, insieme al vescovo Attilio Nostro, che ha guidato il momento di preghiera e riflessione.




“La Chiesa non dimentica i suoi figli”
Nei momenti che hanno preceduto la manifestazione il vescovo Nostro ha spiegato il significato della fiaccolata, definendola un segnale di vicinanza concreta alle vittime delle intimidazioni. “La presenza della Madonna in qualche modo ci ricorda che la Chiesa è madre e che in questa maternità non si dimentica di nessuno dei suoi figli”, ha dichiarato il presule. “Per noi questo è un modo per ricordare a questi figli che sono stati maltrattati, che sono stati fatti oggetto di violenza, che la violenza anche per noi non è l’ultima parola”.
Il vescovo ha poi rivolto un pensiero agli imprenditori e ai lavoratori colpiti dagli attentati: “Loro hanno già deciso di non rispondere con la violenza, ma di rispondere addirittura con il loro lavoro, con la loro onestà, con la loro trasparenza. È il nostro modo per dirgli grazie”.
L’appello alla conversione
Nel suo intervento Nostro ha affrontato anche il tema della criminalità organizzata e della possibilità di un cambiamento per chi sceglie la strada della violenza. “Cristo è morto per tutti, soprattutto per noi peccatori, quindi una speranza c’è per tutti”, ha affermato. “La cosa importante è che ci deve essere questa disponibilità”.
Parole che si collegano al messaggio lanciato dalla Diocesi nelle ore precedenti alla fiaccolata, definita non soltanto una manifestazione civile ma anche un momento di preghiera e conversione. “Noi crediamo con forza a questa nostra voglia della nostra conversione, anzitutto per poter far venire voglia a queste persone di non votarsi più alla morte, di non votarsi più alla violenza”, ha aggiunto il vescovo.
Il clima di tensione nel Vibonese
La manifestazione arriva dopo settimane segnate da attentati, incendi dolosi, spari e lettere minatorie che hanno alimentato un forte clima di preoccupazione nel territorio vibonese.
Tra gli episodi più gravi il raid del 4 maggio scorso, quando cinque aziende dell’area industriale sono finite nel mirino di colpi di fucile durante la notte. Nei giorni precedenti erano stati registrati anche incendi di automobili, danneggiamenti e intimidazioni contro amministratori pubblici e imprenditori.
La fiaccolata ha così rappresentato una risposta collettiva del territorio, con l’obiettivo di ribadire che il Vibonese non intende piegarsi alla paura né lasciare sole le vittime della violenza criminale.







