7 Ottobre 2026
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Vigile trovato morto a Girifalco, l’autopsia per sciogliere i dubbi: sotto esame gli ultimi dieci giorni

Gaetano Micchetti, 57 anni, sarebbe rimasto lontano dal lavoro per circa dieci giorni prima della scoperta del corpo. I carabinieri ricostruiscono gli ultimi movimenti, mentre l’esame medico-legale dovrà stabilire cause ed epoca del decesso

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Sarà soprattutto l’autopsia a dover dare le prime risposte sulla morte di Gaetano Micchetti, il vigile urbano di 57 anni trovato senza vita nella sua abitazione a Girifalco. Un accertamento diventato ancora più importante per il tempo trascorso tra il decesso e la scoperta del corpo, rinvenuto in avanzato stato di decomposizione.

La vicenda presenta infatti ancora diversi punti da chiarire. Non soltanto come e quando sia morto il 57enne, ma anche cosa sia accaduto nei giorni precedenti al ritrovamento e perché la sua prolungata assenza sia diventata un allarme soltanto a distanza di tempo.

Su questi aspetti si concentrano adesso gli accertamenti dei carabinieri della Stazione di Girifalco e le verifiche medico-legali disposte dall’autorità giudiziaria.

L’autopsia per stabilire quando e come è morto

Il primo nodo riguarda le cause del decesso, che al momento non sono state rese note.

Lo stato nel quale è stato trovato il corpo rende particolarmente delicato l’accertamento. Le prime indicazioni collocano la morte diversi giorni prima del rinvenimento, indicativamente tra sette e dieci giorni, ma sarà l’esame medico-legale a dover fornire elementi più precisi sull’epoca e, soprattutto, sulle cause del decesso.

Proprio il tempo trascorso rappresenta uno degli aspetti centrali dell’indagine: più aumenta l’intervallo tra la morte e il ritrovamento, più diventa necessario affidarsi agli accertamenti tecnici per ricostruire ciò che è avvenuto.

Al momento, dunque, non ci sono elementi pubblicamente noti che consentano di attribuire la morte a una causa precisa.

Quei dieci giorni senza presentarsi al lavoro

C’è poi un secondo aspetto sul quale si concentra l’attenzione: Micchetti non si sarebbe presentato al lavoro per circa dieci giorni.

Il 57enne era un dipendente del Comune di Girifalco e prestava servizio nella Polizia locale. Il sito istituzionale del Comune lo indica infatti tra i componenti dell’ufficio di Polizia municipale.

Un’assenza così prolungata assume inevitabilmente un significato diverso dopo la scoperta della morte. Secondo quanto emerso, l’amministrazione comunale avrebbe avviato accertamenti interni per ricostruire anche sotto il profilo amministrativo quanto accaduto in quei giorni.

Il punto da chiarire è la sequenza temporale: quando Micchetti ha svolto l’ultimo turno, quando sono cominciate le assenze e quali eventuali tentativi siano stati compiuti per contattarlo.

Elementi che possono contribuire anche a restringere la finestra temporale entro la quale collocare il decesso.

La luce accesa e l’auto ferma da giorni

A far scattare concretamente l’allarme sarebbero stati alcuni vicini.

Da diversi giorni l’automobile di Micchetti era rimasta parcheggiata nello stesso punto, mentre una luce continuava a essere accesa all’interno dell’abitazione. Due circostanze che, unite all’assenza prolungata dell’uomo, hanno alimentato la preoccupazione.

È partita così la segnalazione ai carabinieri.

Quando i militari sono entrati nell’abitazione hanno trovato il corpo del 57enne. Le condizioni della salma hanno immediatamente fatto ritenere che la morte potesse risalire a parecchi giorni prima.

Da quel momento è cominciato il lavoro per ricostruire a ritroso gli ultimi giorni di vita del vigile urbano.

I carabinieri ricostruiscono gli ultimi movimenti

Gli investigatori dovranno mettere in fila ogni elemento utile: gli ultimi contatti, gli spostamenti, il momento nel quale Micchetti è stato visto per l’ultima volta e qualsiasi altra circostanza possa aiutare a delimitare temporalmente quanto accaduto.

Una ricostruzione che procederà parallelamente agli accertamenti medico-legali.

Il dato certo, per ora, rimane quello della prolungata permanenza del corpo nell’abitazione prima della scoperta. Ed è proprio questo intervallo temporale a rendere particolarmente importante l’esito dell’autopsia.

Micchetti era originario di Giovinazzo, nel Barese, e nelle settimane precedenti aveva affrontato anche la morte della madre.

Girifalco si ferma per l’ultimo saluto

Mentre proseguono gli accertamenti, Girifalco si prepara a salutare un uomo che per il suo lavoro era conosciuto da gran parte della comunità.

Il sindaco Mario Deonofrio ha proclamato il lutto cittadino per giovedì 8 ottobre, dalle 16 alle 18. Le bandiere del Palazzo comunale saranno esposte a mezz’asta e gli uffici comunali resteranno chiusi al pubblico nel pomeriggio, fatta eccezione per i servizi indispensabili. Alle 18 è prevista la funzione religiosa nella chiesa di Santa Maria delle Nevi.

Prima, però, resta da fare luce su ciò che è accaduto dentro quell’abitazione.

L’autopsia rappresenta adesso il passaggio decisivo: dovrà dire, per quanto possibile, quando Gaetano Micchetti è morto e soprattutto quale sia stata la causa del decesso. Poi toccherà agli accertamenti dei carabinieri e alle verifiche interne ricostruire il resto: quei giorni di silenzio trascorsi prima che qualcuno entrasse in casa e facesse la tragica scoperta.

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