Un incubo fatto di vessazioni continue e gravi intimidazioni all’interno delle mura familiari.
La Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo originario di Montebello Ionico, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori e minacce nei confronti dei propri familiari.
L’operazione è stata condotta dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Roghudi-Condofurì, al termine di un’indagine tempestiva scattata a seguito della denuncia presentata dalla vittima.
Le richieste di denaro e le minacce di morte
A far scattare gli accertamenti investigativi è stata la decisione della parte offesa di rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare il clima di terrore in cui era costretta a vivere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna era da tempo vittima di reiterate condotte persecutorie e intimidatorie, scatenate principalmente da insistenti richieste di denaro.
Le pretese economiche si accompagnavano a toni sempre più aggressivi e pericolosi. Nel corso delle attività investigative, gli agenti hanno accertato che l’uomo avrebbe rivolto alla donna esplicite minacce di morte nel caso in cui si fosse rifiutata di consegnargli il denaro richiesto.
L’arresto e il principio di non colpevolezza
L’immediato avvio delle attività di indagine da parte dei poliziotti del Commissariato ha consentito di ricostruire rapidamente il quadro delle condotte contestate e di intervenire con tempestività a tutela della vittima, procedendo così all’arresto dell’uomo.
Come comunicato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, la vicenda si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti dell’indagato opera il principio di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.













