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3 Marzo 2026
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Cinema Teatro Valentini, dopo 40 anni si riapre il dossier: il Comune di Vibo gioca d’anticipo e accelera sul futuro

Il sindaco Romeo si muove per evitare il collasso della storica struttura. Gli eredi valutano la vendita. Tra le ipotesi: attività economiche, centro congressi o – scenario temuto – un centro commerciale in pieno centro storico

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Finalmente si accendono i riflettori sul cinema teatro Valentini da 40 anni chiuso. La storica struttura, se si aspetta ancora qualche anno, rischia di collassare perché non viene effettuata nessuna manutenzione ordinaria e straordinaria. Dopo tutti questi anni di abbandono si spera che l’immobile non sia pericolante. Il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo ha fatto bene a muoversi per tempo onde evitare brutte sorprese.

Gli eredi: vendita possibile se non ci saranno alternative

Sembrerebbe che alcuni dei proprietari siano intenzionati, se non hanno altre alternative, di venderlo affinché vengano realizzati attività economiche. Qualcuno nell’ambiente imprenditoriale parla già di un centro commerciale. Da un cugino degli eredi Domenico Antonio, Giovanni e Caterina Valentini abbiamo saputo che la struttura potrebbe essere messa in vendita per evitare il crollo. “Per il momento – ha detto uno dei cugini – è tutto aleatorio. Siamo veramente ai preliminari. Sarebbe stato il sindaco Romeo a interessarsi del futuro della storica struttura che per decenni ha rappresentato uno dei punti di riferimento culturali non solo della provincia di Vibo Valentia, ma dell’intera Calabria”.

Il rischio: un supermercato o negozi cinesi al posto del teatro

L’intuizione è che la scesa in campo dell’inquilino di palazzo “Luigi Razza” potrebbe evitare che in futuro l’edificio venga utilizzato per scopi commerciali dal momento che si trova in pieno centro storico. Da quello che abbiamo appreso da uno dei possibili eredi c’è il serio rischio che nel glorioso cinema teatro Valentini si cominci a vendere – da imprenditori cinesi o da qualche altro gruppo imprenditoriale italiano – mutande, calzini, arredi per la casa e generi alimentari. Il rischio è serio. Vedere il cinema teatro Valentini trasformato in attività commerciale per la vendita di salame e mortadella sarebbe un’offesa alla sua storia di luogo consacrato alla cultura e allo spettacolo.

Il ruolo del sindaco Romeo

Questa volta il sindaco Romeo ha anticipato tutti interloquendo, molto probabilmente, con l’avvocato Domenico Antonio Valentini che sta rappresentando gli interessi della sua famiglia e degli altri legittimi eredi. Questa scelta di campo da parte del capo della governance comunale spinge tutta la comunità a vigilare affinché la struttura non vada in mano a gruppi imprenditoriali o italiani con il preciso fine di vendere generi alimentari o altro.

Il sindaco di Vibo Valentia Romeo, da sempre, è impegnato a salvaguardare il patrimonio architettonico della città di Vibo Valentia. Il suo ultimo progetto sarebbe, appunto, la riconversione del cinema teatro Valentini che potrebbe rappresentare un’opportunità di sviluppo.

Il comunicato del Comune

Quanto di seguito è il comunicato integrale diffuso ieri pomeriggio da palazzo Luigi Razza: “L’Amministrazione Comunale accoglie – ha evidenziato – con favore l’intenzione manifestata dalla proprietà dell’ex Cinema Valentini di avviare un processo di cambio di destinazione d’uso. La proposta di destinare l’immobile a spazi per attività commerciali, unita alla disponibilità a valutare la realizzazione di un centro congressi, rappresenta un’opportunità strategica per la riqualificazione e lo sviluppo della città. Riconosco la rilevanza – ha aggiunto – e l’importanza di un investimento economico così significativo. Siamo pronti a mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per facilitare l’iter burocratico e urbanistico necessario, al fine di esaltare al massimo il potenziale di questa iniziativa imprenditoriale. Il Comune si impegna – ha concluso – a sostenere l’iniziativa che, auspico, possa tradursi in un connubio virtuoso tra azione privata, creazione di nuova occupazione e utilità pubblica, restituendo alla città un importante centro di aggregazione e sviluppo”.

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