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3 Aprile 2026
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Corajisima: a Badolato il ritorno dei riti quaresimali tra memoria, comunità e tradizione popolare

Il volto austero del tempo che cambia: un laboratorio-esperienza a Palazzo Gallelli racconta l’antico calendario simbolico calabrese attraverso una figura inquieta

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Badolato Borgo si prepara ad attraversare una delle soglie più dense dell’immaginario popolare calabrese: il passaggio simbolico dal Carnevale alla Quaresima, tra ritualità, figure archetipiche e memoria collettiva.  Sabato 7 febbraio, dalle 10.00 alle 12.30, il CAT di Palazzo Gallelli ospiterà il laboratorio esperienziale “Ritagli del passato”, un appuntamento che intreccia antropologia, artigianato rituale e narrazione orale.

Il tempo sospeso tra eccesso e rinuncia

Nel ciclo tradizionale annuale, Carnevale e Quaresima si fronteggiano come poli simbolici opposti: abbondanza e privazione, caos e disciplina. Nell’immaginario popolare calabrese questa tensione prende forma in due figure antropomorfe: il Carnevale, uomo panciuto e gaudente, e la Quaresima, donna alta e scarna, severa e inquietante, conosciuta in molte aree come “Corajisima”. “La Corajisima non è solo un fantoccio rituale, ma una vera e propria pedagogia popolare del tempo e dell’attesa –   spiega Andrea Bressi, cantastorie e studioso di tradizioni calabresi -. È il segno visibile di un cambiamento collettivo, un invito alla misura e alla riflessione”.

Un laboratorio tra rito e comunità

Condotto dallo stesso Bressi, il laboratorio prevede un contributo simbolico di 5 euro a sostegno delle spese organizzative e guiderà i partecipanti in un percorso che unisce teoria e pratica. Dall’analisi dei riti quaresimali alle curiosità legate alla pupa segnatempo, fino alla costruzione di una Corajisima in stile badolatese, il laboratorio si configura come un’esperienza immersiva nella cultura materiale e simbolica del territorio. «Trasmettere queste pratiche significa restituire dignità a saperi che per secoli hanno scandito la vita delle comunità –  sottolinea Bressi -. Non folklore, ma identità viva”.

Una rete culturale che valorizza le radici

L’iniziativa è promossa dalla Pro Loco Badolato APS, con il supporto dei volontari SCU UNPLI Calabria, in collaborazione con l’Associazione Culturale La Radice, l’APS MaMa e il Team Artist Spop-Art. L’evento rientra nel percorso della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali e si inserisce nel più ampio progetto espositivo “Pupi, papatuli e babbareddi – Il ciclo tradizionale degli eventi in Calabria”, ospitato negli spazi di Palazzo Gallelli.

La ricerca che diventa esperienza

Da oltre vent’anni, Andrea Bressi documenta figure, simboli e ritualità del Carnevale calabrese e degli antichi riti quaresimali. Dal 2016 è parte attiva della Rete Nazionale Bambole Quaresima, che coinvolge studiosi e ricercatori di diverse regioni del Sud Italia. Relatore in numerosi convegni nazionali, Bressi ha saputo trasformare la ricerca in pratica culturale condivisa.

La mostra visitabile fino ad aprile

La mostra “Pupi, papatuli e babbareddi”, curata da Bressi, è visitabile gratuitamente fino al 12 aprile 2026 presso Palazzo Gallelli. Un percorso espositivo che conduce il visitatore tra fantocci rituali, pupe quaresimali e una preziosa documentazione fotografica dedicata agli ultimi custodi di queste tradizioni.  Sono previste aperture straordinarie su prenotazione (338 4709111) per scuole, associazioni e gruppi organizzati.

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