Ai salamelecchi della vigilia è seguita e segue la ferocia dei commenti senza appello. Siamo molto bravi a fare toccare gli estremi. In questa stessa testata avevamo scritto nei giorni scorsi che non era obbligatorio scrivere un commento alla serata Rai 1 nella notte di San Silvestro. Aggiungendo subito dopo che lo sguardo era soprattutto rivolto «ai “catananni” (tipo Orietta Berti) che sono saliti sul palco a muovere la bocca risvegliando gli istinti nazional-popolari che albergano in ciascuno di noi».
Due bersagli diversi: Rai e città
Nelle ore successive si è scatenato un fuoco di fila, soprattutto di critiche. Alcune ci stanno – per carità! – altre meno. Bisogna vedere come e a chi sono state rivolte dette demolizioni. In altre parole le contumelie sono state di due tipi: alla Rai che ci ha propinato il programma e alla città che ha ospitato l’evento.
La seconda modalità, appena sfiorata alla vigilia, s’è scatenata a frittata fatta. Rimangono – a nostro modesto parere – le critiche alla Rai per certi modi di rappresentare i contenuti.
Le responsabilità editoriali della Rai
Per esempio la Rai medesima poteva svecchiare il parterre dei cantanti e le loro canzoni. Poteva anche evitare di far apparire Rocco Hunt “uno e trino”. Quanto agli effetti speciali – veramente molto belli – la regia ha sacrificato il mare e il porto, che erano la vera novità della serata. Se poi vogliamo restare provinciali, fuoco alle micce.








