Anna Maria Maiolino, nata a Scalea il 20 maggio 1942 da padre italiano e madre ecuadoriana, si trasferì all’età di sei anni prima in Venezuela e poi in Brasile dove ha sempre vissuto, tranne una parentesi nel 1968 perché, a causa della crescente dittatura dei militari brasiliani si trasferì a New York con il marito Rubens Gerchman e i due figli.
Tra i tanti riconoscimenti ottenuti …
Ottenuta la cittadinanza brasiliana, negli anni sessanta la Maiolino realizzò i suoi lavori artistici con la tecnica dell’incisione su legno. Negli anni è diventata una scultrice famosa in tutto il mondo. Tra i tanti riconoscimenti che ha avuto nella sua lunga carriera, bisogna ricordare il “Leone d’oro” alla carriera. Infatti, il 3 novembre 2023 il Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia decise si assegnarle, assieme all’artista turca Nil Yalterl, il prezioso riconoscimento artistico nella “60° Esposizione internazionale d’arte”. In questi giorni Anna Maria Maiolino è tornata in Italia, a Napoli, per presenziare a un docufilm presentato nell’ambito della performance “Lucio Fontana, the Final Cult”.
Restando sul Tirreno, da Scalea a Tropea, che sono appena 68 miglia marine, troviamo Giuseppe Berto e il suo buon rifugio, alla “Pinnata di Capo Vaticano” dove adesso Demetrio Paolin fa la recensione del libro di Berto, rieditato, “Il mare da dove nascono i miti” (Edizioni Setettecolori, Milano 2026). Fra le cose apparentemente strane c’è da segnalare il Premio Nobel per la Letteratura 2026 assegnato alla poetessa canadese Snne Carson che ascoltava il vento.














