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5 Aprile 2026
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Dalla “guerra in Aspromonte” alla “foresta amazzonica”: l’allarme di Gratteri su riforme, tv e interrogazione parlamentare

Il procuratore di Napoli attacca il Ministero: "Le riforme della giustizia sono dannose e servono solo a rallentare il lavoro dei magistrati, favoriscono i delinquenti"

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Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, noto per le sue posizioni schiette e intransigenti, ha lanciato un duro attacco alle attuali riforme della giustizia durante un’intervista al programma televisivo “Otto e mezzo” su La7. Secondo Gratteri, le nuove misure, ad eccezione di quella sulla cybersicurezza, non solo sono inutili ma anche “dannose” e rischiano di “favorire i delinquenti” anziché contrastarli.

La polemica e l’interrogazione parlamentare di Forza Italia

Durante la stessa intervista, Gratteri ha rivelato di essere stato oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata da Forza Italia. Al centro della polemica, la sua partecipazione al programma televisivo “Lezioni di Mafie”, che secondo l’interrogazione lederebbe il “prestigio della magistratura”. Il procuratore ha raccontato un episodio che ha preceduto l’interrogazione: il viceministro Sisto, in occasione di un convegno a Torino, avrebbe criticato velatamente la sua presenza in televisione, preferendo magistrati che si dedicano a “convegni di cultura”. Gratteri ha risposto a questa critica invitando il Ministero a inviare un ispettore e ad aprire un provvedimento disciplinare se la sua partecipazione fosse davvero ritenuta lesiva. Subito dopo, Forza Italia ha presentato un’interrogazione chiedendo al Ministero della Giustizia di accertare se Gratteri potesse partecipare a quel tipo di programma.

 La risposta del Procuratore

A tutto ciò, Gratteri ha replicato con la sua consueta fermezza, sottolineando di non temere né l’interrogazione né un eventuale procedimento disciplinare. “Parlo di mafia nelle scuole e nelle università dal 1989“, ha affermato, aggiungendo di aver affrontato situazioni ben più pericolose, come la “guerra in Aspromonte” e un’esperienza con le Farc nella “foresta Amazzonica”. Il procuratore ha interpretato l’aumento delle critiche e del “nervosismo” nei suoi confronti come un segnale del peso delle sue indagini e delle sue dichiarazioni.

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