Dopo il romanzo storico “Non muoio neanche se mi ammazzano” (Morrone, 2023), la scrittrice reggina Letizia Cuzzola torna a indagare una delle pagine più rimosse del Novecento italiano: quella degli Internati Militari Italiani (IMI). Il nuovo volume, “I figli di nessuno tornano a casa. Internati Militari Italiani: diecimila calabresi nei lager nazisti”, pubblicato da I Coribanti, è il risultato di anni di studio culminati in un censimento inedito dei militari calabresi internati negli Stalag nazisti.
Diecimila uomini, una regione ferita
Sono circa 10mila i militari calabresi coinvolti: diecimila uomini deportati, segregati per oltre due anni nei campi di internamento del Terzo Reich, sottratti a una regione già segnata dalla guerra, dalla povertà e dall’isolamento. Un numero che restituisce la dimensione collettiva di una tragedia spesso raccontata solo attraverso storie individuali.
“I figli di nessuno tornano a casa”
Il titolo del saggio riprende una scritta apparsa sui treni del rimpatrio degli IMI superstiti. Una frase che, come spiega l’autrice, «racchiude il sentimento di abbandono vissuto prima, durante e dopo la prigionia». Un marchio morale che ha accompagnato questi uomini anche nel ritorno, quando il loro sacrificio non trovò riconoscimento istituzionale.
Dentro il libro: storia, dati, contesto
Il volume è articolato in due parti. La prima ricostruisce il contesto storico tra il 1943 e il 1945, il percorso che portò alla definizione dello status di Internato Militare Italiano e le condizioni di vita negli Stalag. La seconda parte si concentra sulla società calabrese in tempo di guerra, per comprendere il retroterra sociale ed economico dei militari deportati.
Il lavoro di ricerca si fonda sull’analisi incrociata dei Registri di rimpatrio della Croce Rossa Italiana, delle schede del Lebi – Lessico Biografico IMI e dei documenti conservati presso l’Archivio Arolsen, riferimento internazionale per la memoria delle persecuzioni naziste.
Un censimento restituito alle famiglie
Il censimento completo non è stato pubblicato per la presenza di dati sensibili. Per questo motivo, la scelta è stata quella di restituire la documentazione alle famiglie, anche attraverso incontri pubblici e presentazioni. «È un atto di responsabilità e di rispetto verso le persone e le loro storie», sottolinea l’autrice.
L’appuntamento a Lamezia
La presentazione del libro si terrà giovedì 16 gennaio alle ore 17.30 a Lamezia Terme, presso il Chiostro Caffè Letterario in piazzetta San Domenico. Insieme a Letizia Cuzzola interverranno Ippolita Luzzo, blogger e critica letteraria, autrice della postfazione, e il giornalista Ugo Floro. La prefazione del volume è firmata da Francesco “Kento” Carlo.










