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16 Aprile 2026
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I dialetti della Calabria entrano a pieno titolo nel Clird, il coordinamento delle lingue non riconosciute d’Italia

Un importante passo avanti per il riconoscimento e la tutela del patrimonio linguistico regionale

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La Giornata Internazionale della Lingua Madre di quest’anno ha segnato una svolta per il patrimonio linguistico italiano: è nato il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti Linguistici (CLIRD), il primo organismo nazionale dedicato alle otto lingue storiche non tutelate dalla legge 482/1999. A fondarlo sono state otto associazioni rappresentative delle seguenti otto lingue: emiliano, ligure, lombardo, napoletano, piemontese, romagnolo, siciliano e veneto. Presidente del CLIRD è stato eletto Alessandro Mocellin, mentre il Direttore del Collegio Scientifico è Aurelio La TorreIl CLIRD nasce con un obiettivo chiaro: riportare al centro del dibattito pubblico il valore del multilinguismo italiano e promuovere iniziative concrete per la tutela delle lingue storiche. Una visione condivisa che guarda all’Europa, alla scuola, ai media e alle comunità di emigrati, con l’intento di restituire dignità giuridica e sociale a patrimoni linguistici spesso relegati ai margini e oggi sempre più – secondo il recente rapporto ISTAT – a rischio di estinzione.

Il ruolo dei dialetti della Calabria nel CLIRD: una presenza riconosciuta a livello internazionale

Un aspetto di particolare rilievo, spesso ignorato nel dibattito pubblico, riguarda i dialetti calabresi, che rientrano a pieno titolo nel perimetro del CLIRD. Infatti, tra i fondatori del Coordinamento figurano anche l’Accademia della Lingua Siciliana e l’Accademia Napoletana, come rappresentanti, rispettivamente, della lingua siciliana e della lingua napoletana, intese secondo la definizione dell’UNESCO. Le classificazioni internazionali dell’UNESCO e dell’ISO collocano i dialetti della Calabria centro-meridionale all’interno della lingua siciliana (o “meridionale estremo”), mentre quelli della Calabria settentrionale rientrano nell’area linguistica napoletana. Queste collocazioni sono un dato tecnico-linguistico riconosciuto dagli organismi internazionali che si occupano di catalogazione e tutela delle lingue del mondo. Ciò significa che, nel quadro del CLIRD, i dialetti calabresi sono pienamente considerati e rappresentati.

L’invito dell’Accademia della Lingua Siciliana alle associazioni calabresi

Proprio in virtù di questo riconoscimento, il Presidente dell’Accademia della Lingua Siciliana, Fonso Genchi, che è stato eletto Vice Presidente del CLIRD, rivolge un invito ufficiale a tutte le associazioni calabresi che operano per la tutela, lo studio e la promozione del dialetto, a entrare in contatto con l’Accademia – accademialinguasiciliana@gmail.com – per partecipare alla Consulta delle Associazioni del CLIRD. All’interno del Coordinamento, infatti, è stata istituita una Consulta che riunisce enti, gruppi culturali e associazioni attive nei territori delle lingue storiche. Uno spazio di confronto, progettazione e rappresentanza che permette di contribuire direttamente alle iniziative nazionali per la tutela linguistica. Per le realtà culturali calabresi si tratta di un’occasione unica: entrare in un coordinamento nazionale, ottenere visibilità istituzionale e contribuire direttamente alle politiche linguistiche italiane.

Un ponte culturale tra Sicilia e Calabria

“La nascita del Coordinamento – afferma Genchi – offre oggi l’opportunità di avviare un percorso comune di tutela, ricerca e valorizzazione delle nostre lingue. L’Accademia della Lingua Siciliana, già protagonista nella fondazione del CLIRD e attiva nella promozione del siciliano attraverso iniziative scientifiche e divulgative, sottolinea la propria disponibilità a collaborare con il mondo culturale calabrese, affinché le varietà linguistiche della Calabria possano finalmente ottenere la tutela e la rappresentanza che meritano, in un percorso condiviso tra territori che da sempre dialogano attraverso la storia e la lingua”.

*Foto da Facebook

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