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18 Aprile 2026
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Università e libertà di espressione: Enzo Bruno difende il seminario su Riace e la presenza di Lucano all’UMG

Il capogruppo di "Tridico Presidente" replica alle critiche di Fratelli d’Italia. "L'Ateneo non è un luogo neutro perché silenzioso, ma perché aperto al pluralismo. No a due pesi e due misure rispetto al passato".

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Il dibattito sull’autonomia accademica si accende a Catanzaro, innescato dalla partecipazione di Mimmo Lucano a un seminario presso l’Università Magna Graecia. Sulla questione interviene con fermezza il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, che respinge con forza le accuse di “propaganda” sollevate dal centrodestra. Per Bruno, il compito delle istituzioni universitarie non è quello di fornire certezze rassicuranti, ma di offrire strumenti per l’analisi critica della complessità sociale. “Stiamo parlando di un seminario, non di una celebrazione”, chiarisce il consigliere, sottolineando come l’ascolto di un relatore non coincida necessariamente con l’adesione alle sue tesi.

Il richiamo ai precedenti e il rifiuto di “due pesi e due misure”

Nella sua disamina, Bruno richiama il principio della coerenza istituzionale, citando precedenti illustri ospitati dall’ateneo catanzarese che non avevano sollevato analoghe ondate di protesta. Il consigliere evidenzia come l’UMG sia stata sede di interventi di figure della maggioranza di governo, come il sottosegretario Delmastro, senza che venisse messa in dubbio la neutralità dell’ente. “Se si comincia a stabilire chi può o non può parlare in un’università sulla base dell’appartenenza politica o delle idee espresse, si svuota l’università della sua funzione più profonda. Il problema non è Mimmo Lucano, ma il principio che si vuole mettere in discussione. Non si possono usare due pesi e due misure”.

Riace come caso di studio demografico e sociale

Al di là delle implicazioni politiche, Bruno rivendica la legittimità scientifica dell’approfondimento sull’esperienza di Riace, considerata un fenomeno che ha inciso profondamente sulle dinamiche demografiche delle aree interne calabresi. Analizzare tale modello in un contesto accademico significa studiarne gli effetti reali sul territorio, un’operazione che rientra pienamente nella missione di un ateneo moderno. Ricordando la sua esperienza alla guida della Provincia di Catanzaro, Bruno cita l’invito rivolto a Lucano durante “Settembre al Parco” come esempio di un dialogo istituzionale consolidato che non dovrebbe oggi generare “scandalo”.

Un appello per la libertà del sapere

In conclusione, il capogruppo ribadisce che la difesa della libertà universitaria coincide con la difesa di una cittadinanza consapevole. Le università devono restare “spazi vivi” dove le idee, anche se divergenti, possano confrontarsi liberamente per formare coscienze critiche. “Difendere l’università significa difendere la sua libertà. Non limitando il confronto, ma ampliandolo. Non chiudendo le porte, ma aprendole. Perché è così che si costruisce conoscenza e si formano cittadini davvero liberi”.

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