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21 Marzo 2026
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Il Premio Strega 2026 celebra Corrado Alvaro: “Quasi una vita” diventa il claim dell’80ª edizione

Anna Mallamo e Saverio Gangemi portano la Calabria tra i finalisti del Premio Strega, accanto al richiamo storico a Corrado Alvaro, vincitore del 1951

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In occasione dell’80ª edizione del Premio Strega (2026), il claim scelto – “Quasi una vita” – rende omaggio all’omonimo libro di Corrado Alvaro, vincitore dell’edizione 1951. Una citazione che attraversa il tempo e celebra non solo la storia del premio, ma anche la sua costante presenza nella cultura italiana, evocando al contempo una delle parole più ricorrenti nei titoli delle opere vincitrici.

Il claim assume un valore simbolico ancora più significativo in questo anniversario: rievoca infatti la storica edizione del 1951, anno in cui venne introdotto il primo regolamento formale del Premio Strega. Un omaggio a uno dei più grandi scrittori calabresi del Novecento.

Corrado Alvaro, da San Luca, vincitore 1951 con “Quasi una vita”

Corrado Alvaro, nato a San Luca (Reggio Calabria) nel 1895 e morto a Roma nel 1956, è stato uno dei più importanti narratori italiani del Novecento. L’edizione del 1951, vinta da Corrado Alvaro con “Quasi una vita” (Bompiani), è ricordata come la “grande cinquina” per l’altissimo livello dei finalisti: accanto ad Alvaro figuravano infatti Alberto Moravia con “I racconti”, Carlo Levi con “L’orologio”, Domenico Rea con “Gesù, fate luce” e Mario Soldati con “A cena col commendator”. “Un’edizione che contribuì in modo decisivo a consolidare il prestigio del premio, confermando la centralità della letteratura italiana nel secondo dopoguerra”.

Orgoglio calabrese: due autori reggini in gara

Di particolare orgoglio è la presenza, tra le 79 opere selezionate, di due autori reggini: “Col buio me la vedo io” di Anna Mallamo e “Calùra” di Saverio Gangemi“.

La Fondazione Corrado Alvaro, presieduta da Franco Arcidiaco, sottolinea: “La presenza di ben due autori reggini nell’anno in cui il Premio Strega adotta come slogan il titolo di un’opera di Corrado Alvaro rappresenta per noi un segnale di grande auspicio e un motivo di profonda soddisfazione“. Un doppio riconoscimento alla letteratura calabrese contemporanea che si affianca simbolicamente al ricordo del grande maestro.

Finale 8 luglio Piazza Campidoglio: cambio location storica

Per questa edizione speciale, la serata finale si terrà l’8 luglio 2026 in Piazza del Campidoglio a Roma, segnando un importante cambiamento: la proclamazione del vincitore si sposterà dal tradizionale Ninfeo di Villa Giulia a uno dei luoghi più simbolici della cultura capitolina. Un cambio di location che sottolinea l’importanza dell’ottantesimo anniversario.

Le celebrazioni includeranno inoltre una mostra dedicata agli 80 anni del premio, curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, che sarà inaugurata il 29 aprile presso il Museo Macro di Roma.

Titoli in gara: Mari, Ciabatti, Bruck tra finalisti

Tra i titoli proposti per questa edizione figurano opere di grande rilievo nel panorama letterario contemporaneo, tra cui “I convitati di pietra” di Michele Mari, “Donnaregina” di Teresa Ciabatti e “L’amica tedesca” di Edith Bruck.

Una rosa di candidati che testimonia, come sempre, l’altissimo livello della letteratura italiana contemporanea. Il richiamo alla “grande cinquina” del 1951 – quando a contendersi il premio erano cinque giganti della letteratura italiana – risuona come un auspicio per questa ottantesima edizione.

Fondazione Alvaro: “Premio continui promuovere letteratura italiana”

“A ottant’anni di distanza, il Premio Strega continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per la cultura del nostro Paese, rinnovando il dialogo tra tradizione e contemporaneità nel segno della letteratura”.

La Fondazione Corrado Alvaro desidera “rivolgere al Premio Strega i più sentiti auguri per questo importante traguardo, con l’auspicio che continui a promuovere e valorizzare la letteratura italiana, mantenendo vivo il legame tra memoria storica e nuove voci narrative”. Un augurio che porta con sé l’orgoglio calabrese per il riconoscimento al grande Corrado Alvaro, maestro indimenticato della letteratura italiana.

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