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11 Marzo 2026
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Le artiste cancellate tornano a parlare. A Filadelfia è stata riscritta la storia dell’arte al femminile

Dall'intensità di Artemisia Gentileschi alla riscoperta di Vivian Maier: l'evento "Trame di Libertà" celebra 18 biografie oscurate, trasformando la biblioteca comunale in un laboratorio di memoria e diritti.

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Si è conclusa con un successo straordinario di partecipazione l’iniziativa “Trame di Libertà”, ospitata dalla Biblioteca Comunale di Filadelfia per celebrare la Giornata Internazionale della Donna. In una sala gremita, il pubblico ha potuto riscoprire la vita e le opere di 18 artiste straordinarie, figure spesso colpevolmente dimenticate dalla storiografia ufficiale.

Il percorso critico si è snodato attraverso quattro direttrici temporali e stilistiche: Le Pioniere: guidate dalla forza di Artemisia Gentileschi. Le Luci del Settecento: con l’eleganza di Clara Peeters e l’architettura di Plautilla Bricci. Le Visionarie dell’Astrattismo: incarnate dal genio mistico di Hilma af Klint. Le Ribelli del Novecento: rappresentate dall’occhio enigmatico di Vivian Maier.

L’evento, nato dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, l’Assessorato alla Cultura, la Commissione Pari Opportunità e l’Istituzione Biblioteca, ha voluto restituire dignità al contributo femminile nell’arte, spesso rimasto ai margini per secoli.

La cultura come strumento di crescita civile

Il sindaco di Filadelfia, Anna Bartucca, ha sottolineato l’alto valore simbolico della serata: “Restituire visibilità alle artiste dimenticate significa anche restituire dignità a una parte della nostra storia troppo a lungo rimasta ai margini“. Secondo la prima cittadina, la massiccia presenza della comunità è il segnale di una volontà collettiva di costruire una memoria più giusta e inclusiva.

Dello stesso avviso l’Assessore alla Cultura Veronica Gugliotta, che ha curato l’incontro con il supporto tecnico di Mariarosa Anello e Liliana Campisano: “Vedere una sala così viva e partecipe è la prova di quanto sia profondo il bisogno di cultura e di giustizia storica nella nostra comunità“.

Dal riserbo al manifesto: il “Tè Artistico”

L’iniziativa non è stata solo una conferenza biografica, ma si è trasformata in un momento di partecipazione attiva durante il “Tè Artistico”. I presenti sono stati protagonisti di un gesto creativo simbolico: la trasformazione di un ventaglio, accessorio storicamente associato alla discrezione e al riserbo femminile, in un manifesto di libertà.

Ispirandosi alle 18 biografie raccontate, i partecipanti hanno decorato e reinterpretato i ventagli, rendendoli icone di una ritrovata identità creativa. L’incontro dell’8 marzo si propone dunque come una scintilla: un invito permanente a continuare la ricerca tra le pagine della storia per dar voce a chi ha lottato, spesso controvento, per affermare i propri diritti e il proprio genio.

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