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1 Aprile 2026
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Missione Artemis, anche l’Unical nel progetto Nasa: il contributo calabrese verso la Luna

Il contributo scientifico della nostra regione grazie al lavoro sviluppato all’Università della Calabria sullo standard SpaceFOM, utilizzato per la simulazione delle missioni spaziali

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C’è anche un pezzo di Calabria dentro una delle missioni spaziali più attese degli ultimi anni. Con il decollo di Artemis II, la Nasa apre una nuova fase del programma che punta a riportare l’uomo nei pressi della Luna, e tra i contributi tecnologici e scientifici che accompagnano questa missione compare anche il lavoro sviluppato all’Università della Calabria.

Il lancio di Artemis II è previsto dal Kennedy Space Center in Florida e rappresenta il primo volo con equipaggio del sistema composto dal razzo SLS e dalla capsula Orion, con una missione di circa dieci giorni attorno alla Luna e ritorno sulla Terra. La finestra di lancio del 1° aprile è fissata alle 18:24 EDT, corrispondenti alle 22:24 in Italia.

Il nome dell’Unical dentro il programma Artemis

Il legame con la Calabria passa dal lavoro del professor Alfredo Garro, docente associato di Ingegneria informatica al Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (DIMES) dell’Università della Calabria, impegnato da anni nello sviluppo di strumenti avanzati per la simulazione dei sistemi spaziali.

Al centro del contributo scientifico c’è SpaceFOM, uno standard che permette di rendere interoperabili e coordinabili le simulazioni di missioni spaziali complesse. Il nome di Garro, insieme a quello del ricercatore Alberto Falcone, compare in diversi documenti tecnici e scientifici collegati al lavoro sviluppato con il Johnson Space Center della Nasa e con altri partner internazionali.

Perché SpaceFOM è importante per una missione spaziale

Tradotto in termini più semplici, SpaceFOM è uno standard che consente di far “dialogare” tra loro i diversi modelli digitali coinvolti nella simulazione di una missione. In questo modo è possibile testare in anticipo il comportamento di sistemi, procedure, veicoli, comunicazioni e operazioni di volo prima ancora che il lancio avvenga davvero.

È proprio questo tipo di simulazione avanzata a rappresentare una componente fondamentale nei grandi programmi spaziali contemporanei, perché riduce il margine di errore, consente di anticipare criticità e migliora la gestione delle interazioni tra le varie parti della missione. La Nasa ha documentato in più lavori tecnici il ruolo di SpaceFOM come standard per l’interoperabilità delle simulazioni di sistemi spaziali complessi.

Dalla ricerca universitaria calabrese ai laboratori Nasa

Il risultato maturato all’Unical non nasce da un episodio isolato, ma da una collaborazione scientifica consolidata nel tempo con il mondo della ricerca spaziale internazionale. Parte del lavoro è stato infatti sviluppato nell’ambito di attività comuni con il Johnson Space Center di Houston, in particolare nei settori legati a software, robotica e simulazione.

La presenza dell’Università della Calabria in pubblicazioni e presentazioni tecniche della Nasa conferma come il contributo calabrese non sia solo simbolico, ma inserito in un percorso di ricerca riconosciuto in un contesto ad altissima specializzazione. Anche documenti più recenti mostrano che lo sviluppo di SpaceFOM continua a evolversi, con il coinvolgimento del gruppo di ricerca che comprende ancora Garro e Falcone.

Artemis II non è solo un lancio, ma un passaggio strategico

La missione Artemis II ha un peso particolare perché rappresenta il primo volo con astronauti del nuovo programma lunare americano. Dopo il test senza equipaggio di Artemis I, questa seconda missione dovrà verificare in condizioni operative reali il comportamento del sistema di volo umano che servirà nei prossimi anni per i successivi obiettivi lunari.

Il programma Artemis è il pilastro della strategia spaziale internazionale che punta non solo al ritorno sulla Luna, ma anche alla costruzione di una presenza umana più stabile nello spazio profondo, in vista delle future missioni dirette verso Marte. La stessa Nasa continua a descrivere Artemis II come una tappa decisiva per la prosecuzione dell’intero programma.

Una vetrina scientifica importante per la Calabria

Per la Calabria, la presenza dell’Università della Calabria in un progetto di questa portata ha un valore che va oltre il semplice riconoscimento accademico. Significa collocare la ricerca sviluppata ad Arcavacata dentro uno dei programmi scientifici e tecnologici più avanzati al mondo.

In un settore come quello aerospaziale, dove il peso delle reti internazionali di ricerca è decisivo, la partecipazione dell’Unical al lavoro che ruota attorno a SpaceFOM rappresenta un segnale forte della capacità della ricerca universitaria calabrese di entrare in circuiti di altissimo profilo.

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