Catanzaro la chiamano la città del vento. E c’è una leggenda popolare che prova a spiegare perché sulle sue alture soffino quasi sempre il ponente, il libeccio e, in alcune giornate, la tramontana. Si racconta che San Vitaliano avesse un fratello particolarmente insofferente all’afa, tanto da non voler più raggiungere il santo durante le giornate più calde. Vitaliano avrebbe allora regalato alla città una brezza continua, capace di rinfrescare le strade e rendere più sopportabile l’estate. Un dono che, con il trascorrere dei secoli, sarebbe diventato l’anima stessa del capoluogo. Non a caso Catanzaro è conosciuta anche come la città delle tre V: Vitaliano, vento e velluto, quest’ultimo legato all’antica e prestigiosa lavorazione della seta.
La leggenda di Panedigrano e la mano del santo
Ma la storia che molti nonni catanzaresi hanno raccontato ai propri nipoti è un’altra. Agli inizi dell’Ottocento, secondo la tradizione orale, il brigante soprannominato Panedigrano si sarebbe presentato alle porte di Catanzaro alla testa di circa duemila uomini, deciso a entrare in città e saccheggiarla. A fermarlo non sarebbe stato un esercito. La leggenda racconta che San Vitaliano gli apparve improvvisamente e lo afferrò per il codino, tirandolo all’indietro fino a costringerlo a rinunciare all’assalto. È uno dei tanti racconti popolari attraverso i quali i catanzaresi hanno tramandato l’immagine del santo come difensore della città, pronto a intervenire nei momenti di maggiore pericolo. Non si tratta di episodi storicamente documentati, ma di leggende che appartengono alla memoria collettiva e spiegano quanto profondo sia il legame tra Catanzaro e il suo patrono.
Chi era San Vitaliano
Le notizie sulla vita di San Vitaliano sono scarse e si intrecciano con la tradizione agiografica. Vissuto nel VII secolo, fu acclamato vescovo di Capua e si dedicò alla diffusione della fede e al rinnovamento dei costumi. Secondo la “Legenda Sancti Vitaliani”, alcuni avversari lo accusarono ingiustamente di comportamenti immorali. Dopo avere smascherato i suoi calunniatori, Vitaliano lasciò Capua, ma venne catturato, rinchiuso in un sacco di cuoio e gettato nel fiume Garigliano.
La tradizione racconta che riuscì miracolosamente a salvarsi, raggiungendo Ostia, dove fu soccorso da alcuni pescatori. Nel frattempo Capua sarebbe stata colpita da siccità, carestia e peste. Richiamato dalla popolazione, Vitaliano tornò in città, concesse il perdono e, attraverso le sue preghiere, avrebbe fatto nuovamente cadere la pioggia. Scelse tuttavia di non restare e si ritirò sul Monte Partenio, nell’area oggi conosciuta come Montevergine, dove edificò una cappella dedicata alla Vergine Maria e trascorse gli ultimi anni della propria vita. Morì, secondo la tradizione, nel 699.
Perché San Vitaliano è il patrono di Catanzaro
Il legame documentato tra San Vitaliano e Catanzaro comincia nel 1122, quando le sue reliquie furono trasferite da Montevergine nel capoluogo calabrese. La traslazione avvenne durante il pontificato di Papa Callisto II, nel periodo in cui la sede vescovile di Tres Tabernae venne trasferita a Catanzaro. Da quel momento il culto del santo si diffuse rapidamente, fino a farne il principale patrono della città e dell’Arcidiocesi.
Nel 1311 il conte Pietro Ruffo fece costruire nella Cattedrale una cappella destinata a custodire le reliquie di San Vitaliano insieme a quelle di Sant’Ireneo e San Fortunato, antichi protettori della città. Le spoglie del santo sono ancora oggi conservate nel Duomo di Catanzaro, all’interno di una cappella ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Il santo invocato contro terremoti, peste e calamità
Nel corso dei secoli i catanzaresi hanno invocato San Vitaliano nei periodi più difficili, durante epidemie, carestie, guerre e terremoti. Uno degli episodi maggiormente ricordati è il devastante terremoto del 1783, che sconvolse gran parte della Calabria. La tradizione religiosa attribuì alla protezione del patrono la salvezza della città e, per ricordare quell’intercessione, venne istituita anche una seconda celebrazione, denominata festa del patrocinio. L’Arcidiocesi ricorda che San Vitaliano è stato storicamente invocato dai fedeli “in difesa contro pubbliche calamità e nei terremoti”.
Un’altra leggenda risale al 1461. Durante la rivolta contro il marchese Antonio Centelles, un incendio scoppiato nei pressi del castello rischiò di propagarsi all’intera città. Secondo il racconto popolare, un improvviso cambiamento del vento, attribuito all’intercessione di San Vitaliano, avrebbe deviato le fiamme e limitato la distruzione. Anche per questo, nel sentimento dei catanzaresi, il santo e il vento sembrano appartenere alla stessa storia.
La festa di San Vitaliano del 16 luglio
Ogni anno Catanzaro ricambia questa protezione celebrando San Vitaliano il 16 luglio, nella giornata più sentita del calendario religioso cittadino. La festa è preceduta dal novenario di preghiere e celebrazioni. La mattina del 16 luglio si tiene tradizionalmente la messa solenne presieduta dall’arcivescovo, con la partecipazione del clero e delle autorità.
Nel pomeriggio le reliquie e l’effigie del patrono attraversano le strade della città, accompagnate da sacerdoti, confraternite, rappresentanti istituzionali e fedeli. La processione partirà alle ore 18 dalla Basilica dell’Immacolata, per attraversare le vie del centro storico.
Pitta Days, musica e tradizioni nel centro storico
La festa religiosa sarà accompagnata dall’edizione 2026 di “Tutti festeggiano San Vitaliano”. Il centro storico ospiterà un percorso diffuso tra Corso Mazzini, Piazza Prefettura, i Giardini Nicholas Green e i vicoli cittadini, con degustazioni, stand, laboratori, visite guidate, spettacoli e approfondimenti sulla storia di Catanzaro. Cuore della manifestazione saranno i Pitta Days, dedicati alla pitta catanzarese De.Co., proposta in diverse preparazioni attraverso un itinerario che coinvolgerà panificatori, ristoratori, artigiani e attività commerciali. Non mancheranno show cooking, prodotti identitari, birrifici artigianali, degustazioni di vino e iniziative dedicate all’artigianato locale. Stasera, dalle ore 20 in Piazza Prefettura, è previsto lo spettacolo di Cuorecantastorie, con “Storie, canti e danze grecaniche e d’Arberia”. A seguire salirà sul palco il cantautore calabrese Eman, impegnato nel tour legato al nuovo album “Magarìa”. La serata si concluderà con un dj set.











