Arrivò a Pizzo per riprendersi un regno. Cinque giorni dopo venne fucilato nel castello che oggi porta il suo nome. L’8 ottobre 1815 Gioacchino Murat, già re di Napoli e cognato di Napoleone, affidò a una piccola spedizione l’ultimo tentativo di riconquistare il trono. Cercava una sollevazione contro i Borbone. Trovò la cattura e la prigionia. Oggi ricorrono 211 anni da quello sbarco, l’inizio dell’epilogo calabrese della sua vita. Pizzo torna a raccontarlo attraverso la rievocazione storica promossa dall’Associazione Gioacchino Murat ETS con la partecipazione del Comune. Il calendario pubblicato da Calabria Straordinaria si estende dal 7 al 13 ottobre 2026, con le rappresentazioni principali concentrate nel fine settimana.
Il re che tentò di tornare sul trono
Murat era stato uno dei protagonisti dell’ascesa napoleonica: generale, maresciallo dell’Impero e marito di Carolina Bonaparte, sorella dell’imperatore. Nel 1808 era diventato re di Napoli, succedendo a Giuseppe Bonaparte. Nel 1815, perduta la corona, tentò di rovesciare ancora una volta il proprio destino. Lo sbarco a Pizzo avrebbe dovuto dare avvio alla riconquista. Il piccolo gruppo che lo accompagnava non riuscì però a provocare l’insurrezione sperata. Murat fu sopraffatto e rinchiuso nella fortezza: il progetto politico e militare si trasformò in pochi giorni nella vicenda di un prigioniero in attesa del giudizio.
Il processo e la fucilazione del 13 ottobre
L’esecuzione avvenne il 13 ottobre 1815, dopo la condanna pronunciata da una commissione militare borbonica. Prima di morire Murat scrisse alla moglie Carolina e ai loro quattro figli. Il castello conserva il percorso di quegli ultimi giorni: le celle, gli ambienti del processo e il luogo dell’esecuzione. Sono gli spazi attraverso i quali Pizzo continua a tramandare la memoria del sovrano. Tra lo sbarco e la fucilazione trascorsero appena cinque giorni.
Pizzo torna al 1815: il corteo di sabato 10 ottobre
La memoria diventa rappresentazione nel programma della rievocazione. Il corteo partirà dalla Villa ex Stazione Calabro Lucane, attraverserà il centro storico e raggiungerà Piazza della Repubblica. Sono previste la presentazione dei gruppi partecipanti, la consegna degli attestati e musiche del repertorio napoleonico eseguite con pifferi e tamburi. Domenica 11 ottobre, a partire dalle 9, sarà dedicata alla rappresentazione dello sbarco, della cattura, del processo e della fucilazione. In Piazza della Repubblica il programma annuncia anche un mercatino storico e musica d’epoca. Il calendario prevede infine una commemorazione martedì 13 ottobre alle 18, nell’anniversario della morte. La rievocazione riporterà nelle strade di Pizzo uniformi e scene dell’Ottocento. Al centro rimane il fallimento di quell’ultima spedizione: un ex sovrano arrivato sulla costa calabrese per riconquistare Napoli e rimasto prigioniero nel castello affacciato sul mare.















