Partiamo da un dato ormai allarmante e ogni volta penalizzante: le indecenti condizioni del terreno di gioco del “Luigi Razza”. Anche oggi in un incontro delicato, come quello con la forte Nissa, le irregolarità e le sconnessioni sempre più ampie sul rettangolo di gioco impedivano quasi sempre di imbastire efficaci azioni di gioco, favorendo chi doveva rintuzzare gli attacchi avversari e costringendo le squadre a giocare alla vecchia maniera (palla avanti e pedalare), diventando ognifraseggio palla a terra facile preda delle interruzioni avversarie e rischiando spesso seri infortuni. Non è un caso che il gol della vittoria dei siciliani, sul finire del primo tempo, è stato il frutto di un delizioso lancio aereo sui piedi di De Felice, bravo ad addomesticare il pallone in area e a piazzare la sfera sulla sinistra di Marano.
L’avvio di gara
Ciò detto, il risultato dell’incontro ha rispettato sia pure di misura il pronostico, che vedeva la Nissa favorita, lanciata com’è verso le prime posizioni in graduatoria. Ed infatti, il primo quarto d’ora è stato a completo appannaggio dei giallorossi, costantemente giostranti nella metà campo della Vibonese e spesso pericolosamente dalle parti di Marano, anche se non si sono registrate palle-gol clamorose. Passata la sfuriata nissena, Balla e compagni hanno cominciato a prendere le misure, sciorinando nella fase centrale del primo tempo buone trame di gioco e costringendo pian piano gli uomini di Di Gaetano a rinculare. La maggiore convinzione della Vibonese culminava in un quasi-gol di Di Gilio, che al volo raccoglieva un suggerimento dalla fascia e solo grazie al combinato intervento sulla linea di porta del portiere e di un difensore, i rossoblu rimanevano con il gol strozzato in gola. Inaspettatamente, però, a due minuti dalla fine del primo tempo, in un’azione di alleggerimento arrivava il vantaggio della Nissa, che sfruttava al meglio la maggiore esperienza e qualità dei suoi attaccanti.
Una ripresa condizionata dal campo
La seconda frazione di gioco è sostanzialmente incommentabile, perché caratterizzata da numerose interruzioni e sempre più condizionata dal pessimo fondo di gioco, diventato simile ad un campo arato e sempre più scivoloso. Il team più penalizzato era comunque la Vibonese, rientrata in campo più determinata e intenzionata quantomeno a riequilibrare la gara, ma frenata dal campo e frustrata dalla facilità con cui Palermo e compagni stroncavano sul nascere ogni iniziativa dei locali, occupavano abilmente gli spazi e conquistando la maggior parte delle seconde palle. In mezzo a queste difficoltà, a cui si tentava di ovviare con lanci dalle retrovie, puntualmente ribattuti dalla robusta difesa ospite, ci sono stati due lampi della Vibonese: un rigore in movimento di Caiazza, che però incocciava un difensore ospite e una perentoria conclusione dalla destra di Carnevale, tolta dall’incrocio da Castelnuovo, in quella che è rimasta l’unica parata impegnativa della sua partita.
La reazione e note sui singoli
Dunque, anche se sconfitta la squadra di Capodicasa ha mostrato di essere viva e di voler lottare, a dispetto del delicatissimo momento societario, uscendo meritatamente tra gli applausi. La prestazione odierna ha registrato anche il positivo debutto del giovane Catasus che ha tenuto il campo con sicurezza e l’inedito esperimento di Keita in posizione molto più avanzata rispetto a quella usuale di esterno basso, soluzione che a nostro avviso merita di essere ripetuta, perché il maliano, con le sue note qualità di improvvise aperture di gioco, ha messo in difficoltà gli avversari, autori frequenti di duri e sistematici falli ai suoi danni. Quella che tuttavia si è avvertita di più è stata la mancanza di un direttore d’orchestra al centro del campo, dove in questo ruolo oggi dovevano sacrificarsi Balla e Di Gilio, mentre un tempo quella zona era magistralmente gestita, sia in proposizione che in interdizione da un certo Bucolo.









