“Non accetto di vedere sufficienza negli allenamenti, timbrare il cartellino non basta. Abbiamo vinto con merito, giocando con qualità”. Le parole di un sollevato, ma fermissimo, tecnico amaranto risuonano nelle pancia del Granillo dopo il 2-0 inflitto alla Sancataldese. Una vittoria che non è solo ossigeno per la classifica, ma una dichiarazione d’intenti dopo le nubi che avevano addensato il cielo sopra Reggio Calabria. Ai microfoni di Antenna Febea, l’allenatore analizza il momento del club, partendo da quel gesto d’intesa con la dirigenza che ha sancito la fine delle ostilità con il destino: “L’abbraccio con la proprietà? Lo facciamo sempre. Il patron ha sofferto per gli ultimi risultati, come abbiamo sofferto anche noi. Soffriamo e gioiamo insieme, oggi è arrivata una grande risposta ed è quello che conta più di tutto”.
Il ritorno della “vera” Reggina
Per il tecnico, la prova odierna segna il confine netto con il recente, opaco passato. Il fantasma dei quarantacinque minuti di Lamezia sembra finalmente evaporato. “Ho rivisto la mia Reggina oggi”, spiega l’allenatore, sottolineando la compattezza tattica e la fame agonistica ritrovate. “Abbiamo fatto una buona pressione, mantenuto le distanze, attaccato bene gli spazi, attaccato con qualità. Sapevo che la strada era quella giusta, anche se eravamo 0-0 a fine primo tempo, serviva solo un pò di pazienza”. La cronaca gli dà ragione: un palo colpito a freddo e una ripresa dominata hanno legittimato un risultato mai in discussione.
Scelte di campo e cultura del lavoro
Nonostante il turnover e i dubbi della vigilia, il mister difende la gestione della rosa e la meritocrazia del quotidiano. “I tanti cambi? Continuo nel mio credo, mi prendo le responsabilità assieme allo staff, la settimana di allenamenti indica le mie scelte”. Emblematico, in questo senso, il caso di Panebianco, citato come esempio della metamorfosi richiesta a tutto il gruppo. “Panebianco da qualche giorno lo vedo diverso, come lo voglio vedere io, non accetto di vedere sufficienza negli allenamenti, timbrare il cartellino non basta”. Un monito che non risparmia nessuno, pur nel contesto di una giornata che ha visto brillare interpreti come Laaribi e Macrì.
Sosta e ripartenza
La vittoria permette alla Reggina di approcciare la pausa con uno spirito rinnovato, archiviando le scorie di una presunzione che rischiava di diventare letale. “Siamo ritornati, era la cosa più importante. Non abbiamo mollato di un centimetro, giocando anche con qualità e umiltà, mettendo da parte la presunzione”. Ora il calendario concede una tregua: qualche giorno di riposo concesso alla truppa per ricaricare le pile, prima di tornare a preparare le prossime sfide con una consapevolezza nuova. La crisi è alle spalle, ma la guardia, assicura il tecnico, resta altissima.









