L’analisi del match odierno della Vibonese non può prescindere dal delicato momento attraversato dal sodalizio rossoblu, a seguito dei clamorosi movimenti di mercato e di altri possibili novità che potrebbero ridurre le potenzialità tecniche del club di Piazza d’Armi, nonchè ridimensionarne le ambizioni fino alla disputa di un torneo molto lontano da quello che fino a non più di quindici giorni fa si prospettava per il team ipponiate, ovvero un campionato di vertice condotto alla pari della attuali battistrada.
Le pesanti assenze e il cambio di fisionomia tattica
Con questo vogliamo dire innanzitutto che con le improvvise defaillances di un punto di riferimento come Musy Hernandez e di un elemento esperto e di spessore come Lagzir, la Vibonese non solo ha perso in incisività e pericolosità (ad oggi non adeguatamente colmate) sul fronte di attacco , ma si è costretto mister Esposito a rivedere sia il modulo tattico, sia il tipo di giocate che ormai avevano fatto della Vibonese una squadra coesa e apprezzata su tutti i campi in cui ha giocato, e ciò nonostante la flessione di risultati accusata da qualche turno.
L’atteggiamento della squadra contro il Gela
Sulla prestazione di oggi contro il Gela e sull’impegno profuso dagli uomini di Esposito, c’è poco da criticare: Balla e compagni hanno cercato di affrontare una mutata situazione tecnico-tattica con ardore e determinazione.
Dal riferimento Musy al tandem Marsico-Sasanelli
Certo, mentre prima molti palloni e molte azioni trovavano un ariete e un lottatore come Musy, a fare salire la squadra, a tenere con abilità la palla, a suggerire con efficacia i compagni e soprattutto a concludere in porta, le diverse caratteristiche del tandem Marsico-Sasanelli hanno indotto il trainer e anche i direttori d’orchestra in campo (leggi Balla e Bucolo) a impostare il gioco in maniera più elaborata e a cercare di più le fasce in Keita e Bonotto, quindi un maggior numero di traversoni, però costantemente preda dell’efficace difesa ospite.
Più lanci, meno fraseggio e un Bucolo monumentale
Abbiamo visto una quantità maggiore di lanci aerei e minore di fraseggio con palla a terra e in tutto ciò un Bucolo in formato stratosferico, a lottare, dirigere e pungere in ogni parte del campo.
Il Gela organizzato e il colpo di Mbakogu
Purtroppo, il risultato sortito non ha arriso alla squadra di casa, perché di fronte ha trovato un Gela molto organizzato in campo, con dei singoli dotati di ottima proprietà di palleggio e di notevole rapidità e prontezza, su tutti il noto Mbakogu, con trascorsi importanti nelle serie professionistiche, che ha fatto egregiamente il Musy della situazione, firmando il gol della vittoria.
Il fattore tifosi ospiti
Per di più, i siciliani erano calorosamente incoraggiati da un discreto drappello di tifosi, che a nostro avviso hanno dato uno slancio non indifferente alla loro squadra.
La necessità di ritrovare convinzione
Il rilancio della Vibonese non può che passare da una ritrovata convinzione nei propri mezzi, che superi la pesante perdita di un elemento fondamentale come Musy Hernandez e faccia riguadagnare ai rossoblu le posizioni perse in classifica.
L’assenza del pubblico di casa, un problema irrisolto
Dobbiamo però sottolineare che alla squadra manca il supporto dei propri tifosi, sempre meno numerosi e appassionati e non si è ancora riusciti a capirne il motivo, specie quando vediamo tifoserie di squadre meno attrezzate e in posizioni di classifica più problematiche, comunque al seguito della propria squadra.
Insomma, bisogna dirlo con chiarezza: la Vibonese senza i propri tifosi disputerà un torneo non solo surreale, ma anonimo e nessun alibi, che riguardi la politica societaria, può essere invocato da coloro che sono i primi a non aiutare i propri beniamini.









