Per la Reggina non è più tempo di calcoli, ma di verdetti. La sfida contro l’Igea Virtus non rappresenta un semplice bivio stagionale, ma un passaggio stretto dove la vittoria appare come l’unico risultato utile per mantenere vive le speranze di vertice. Nonostante l’attesa per l’udienza dibattimentale del “Caso De Falco” presso il Tribunale Federale Nazionale, che potrebbe emettere sentenze pesanti per i siciliani, la prospettiva amaranto non cambia: per vincere questo campionato serve un percorso quasi perfetto, senza guardare ai tribunali o ai passi falsi altrui. La settimana di lavoro, iniziata oggi pomeriggio alle 15:00 dopo due giorni di riposo, sarà determinante per forgiare lo spirito di una squadra chiamata all’impresa.
Blindati al Sant’Agata: Torrisi tra gerarchie e nuove energie
Come già accaduto all’indomani della debacle contro la Vigor, la Reggina si è chiusa nel bunker del Centro Sportivo Sant’Agata. All’interno delle mura amiche, il tecnico Torrisi dovrà sciogliere nodi che pesano più del solito. Se finora l’allenatore etneo ha sfruttato la profondità della rosa alternando gli interpreti, stavolta la scelta non è solo funzionale, ma identitaria. Bisogna tracciare una strada chiara: insistere sul gruppo che ha battuto la Sancataldese o tornare all’antico? Dopo la dura conferenza stampa post-Lamezia, Torrisi ha dato spazio a chi finora aveva visto poco il campo – Verduci, Panebianco, Macrì e Bevilacqua – lasciando “grandi firme” come Porcino, Fofana, Ragusa e Mungo in panchina, con Adejo e Salandria addirittura in tribuna.
Il dilemma del tecnico: esperienza o freschezza mentale?
L’interrogativo che accompagnerà gli allenamenti settimanali riguarda la gestione delle risorse umane. Le scelte dell’ultimo turno hanno iniettato linfa vitale in una squadra che appariva in riserva, ma la sosta potrebbe aver ricaricato le batterie dei titolarissimi. Torrisi punterà sull’esperienza dei “senatori” ritemprati dalla pausa o preferirà la spensieratezza e la libertà mentale dei profili meno impiegati? È una valutazione che va oltre il modulo tattico, anche se il passaggio dal 3-4-3 (visto contro la Sancataldese) al 4-2-3-1 resta un’opzione concreta e fluida. In questo scenario, resta da capire anche il destino di Guida, l’acquisto di gennaio finora poco incisivo, rimasto fuori dai 23 nell’ultima uscita a favore di un convincente Pelicanò.








