“Oggi non si va in campo per un modulo tattico, ma portiamo l’orgoglio di una città che conosce l’importanza di questa partita”. Alfio Torrisi non usa giri di parole per presentare la sfida delle 14,30 del “Granillo”. Per il tecnico amaranto, Reggina-Messina non è una gara, è la partita: un evento che trascende classifica e categoria, dove il temperamento deve prevalere sulla tecnica.
Sangue agli occhi e “maleducazione” sportiva
La ricetta di Torrisi per il derby è un manifesto di aggressività agonistica. Il tecnico esige una squadra dominante, capace di azzannare ogni pallone: “Voglio vedere una squadra con il sangue agli occhi, recuperare tutte le seconde palle, con ferocia. Voglio una squadra maleducata, sportivamente parlando. Dobbiamo andare in guerra sportiva, a prescindere dall’avversario”. Un monito che mette in secondo piano l’estetica a favore della concretezza: “Non mi interessano le giocate o il possesso. I miei ragazzi stanno dimostrando di essere i più forti, adesso dobbiamo essere anche i migliori”.
Il ricordo della prestazione opaca di Ragusa è servito da carburante per la settimana di allenamenti, così come il ricordo del match d’andata: “Forse dobbiamo riflettere sui festeggiamenti del Messina nella partita di andata con bottiglie di prosecco: magari legittimo, ma questo deve darci una spinta ulteriore”.
Un muro invalicabile contro il nemico sportivo
Torrisi chiama a raccolta l’identità amaranto, definendo “nemico” chiunque resti fuori dal progetto. Persino le avversità meteo diventano alleate: “Pioggia e vento ci hanno dato una grande mano, abbiamo allenato ulteriormente la maleducazione sportiva che serve”. Sulla pressione della piazza, il mister ribalta i ruoli: “Ai tifosi non dobbiamo chiedere nulla, sono loro che devono chiedere a noi”.
Per l’allenatore, al debutto personale nel derby, l’emozione è palpabile: “È un onore poterlo giocare da allenatore della Reggina e voglio che resti per sempre impresso nella mia mente”.
Adejo più altri dieci
Le scelte di campo sono obbligate ma decise. Con Girasole squalificato e il capitano Barillà fermo ai box, Torrisi ritrova Bevilacqua ma punta tutto sull’esperienza del centrale nigeriano: “Al posto di Girasole giocherà Adejo, quindi la formazione è Adejo più altri dieci”.
Unica nota amara, il divieto di trasferta per i sostenitori giallorossi: “L’assenza dei giallorossi mi dispiace. Ai nostri figli è brutto spiegare perché non possono essere presenti i tifosi avversari. È veramente un peccato: era giusto vedere uno stadio pieno con entrambi i colori”.








