Balla al Trapani: non è una suggestione di mercato, ma una realtà che lascia di stucco l’intero ambiente calcistico calabrese. Nelle ultime ore si è consumato un addio clamoroso ai danni della Vibonese, un’operazione fulminea che vede come regista Franco Micco. L’agente di mercato toscano, già figura chiave dietro l’arrivo a Vibo del presidente Fernando Cammarata e dell’ex DS Angelo Costa, ha orchestrato il trasferimento con la complicità del patron del Trapani, Valerio Antonini. La manovra è stata resa possibile sfruttando una falla regolamentare che permette ai calciatori svincolati da un club di Serie D di essere tesserati da una società di Serie C.
Il braccio di ferro e il “sì” improvviso
Inizialmente, il capitano avrebbe opposto resistenza: a Vibo, Balla godeva infatti dello status di giocatore più pagato, con un ingaggio da autentico top player. Tuttavia, la pressione di Micco, interessato a muovere il calciatore per concludere il nuovo affare, ha finito per prevalere. Il via libera definitivo è arrivato direttamente da Cammarata, il quale avrebbe agito senza consultare né il patron Pippo Caffo né il commissario Rino Putrino. Una dinamica che descrive un club paradossalmente sotto scacco, dove, come emerge dall’analisi dei fatti: Caffo mette i soldi, Cammarata decide.
Spogliatoio nel caos e l’ira della piazza
La tempistica della cessione non potrebbe essere peggiore: la Vibonese perde la sua guida tecnica e carismatica nella settimana più delicata della stagione, quella che precede lo scontro salvezza di Ragusa. Nonostante i tentativi estremi di trattenere il giocatore, la società ha dovuto piegarsi alla volontà del procuratore, formalizzando lo svincolo. Durissima la reazione della tifoseria rossoblù; in una nota ufficiale diffusa nelle ultime ore, i sostenitori hanno espresso tutto il loro malumore, parlando apertamente di una società ormai fuori controllo e priva di una guida coerente.








