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13 Gennaio 2026
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Tifosi Vibonese sul piede di guerra: “Le porte del Razza trasformate in quelle di un supermercato”

Dalla cessione dei giocatori all’addio di mister Esposito, richiesto un incontro urgente con la dirigenza per fare chiarezza

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Dal novembre scorso, la tifoseria della Us Vibonese denuncia una gestione della squadra definita “una farsa”. Dopo un avvio di stagione brillante, con prestazioni di alto livello e entusiasmo sugli spalti, la società, in accordo con il direttore sportivo Costa, ha avviato una serie di cessioni e operazioni di mercato che, secondo i tifosi, hanno danneggiato la competitività della squadra.

In un comunicato ufficiale, i sostenitori dichiarano: “Le porte del Luigi Razza si sono trasformate in quelle di un supermercato: offerte, svendite e manovre che hanno accontentato solo alcuni procuratori, generando una continua migrazione dei pezzi pregiati ceduti ad altre squadre”.

Dal sogno playoff alla lotta per la salvezza

L’obiettivo iniziale della stagione, centrato sui playoff, è ormai lontano: la squadra scivola in classifica e i tifosi sperano solo in una salvezza tranquilla. L’addio di mister Esposito, punto di riferimento per la tifoseria, ha aggravato la situazione.

Gli stessi tifosi ricordano le parole del tecnico: “Se devo andare in guerra, ci voglio andare armato”. Secondo il comunicato, queste dichiarazioni rivelano dinamiche interne poco chiare e una mancanza di interventi concreti da parte della società sul mercato.

Critiche alla società

I tifosi mettono in discussione la gestione di Costa e Cammarata, citando la loro esperienza passata a Messina e accusandoli di seguire logiche di plusvalenze economiche ai danni della squadra.

“La fiducia del pubblico vibonese è da riconquistare – si legge nel comunicato – dopo anni di mediocrità, molti tifosi hanno abbandonato il Luigi Razza, stanchi di soffrire ogni domenica”.

Domande aperte alla dirigenza

La tifoseria chiede trasparenza e sollecita un incontro urgente con la società, evidenziando dubbi e interrogativi che restano senza risposta. Ci si domanda se la fantomatica cordata di sei soci esista realmente o sia stata solo fumo negli occhi, se la cessione della società abbia garantito tutte le necessarie garanzie a Caffo e se il programma triennale sia già da considerarsi fallito.

Viene inoltre contestata la logica dei movimenti di mercato e ci si interroga sul motivo per cui i procuratori possano esercitare un potere così ampio sui giocatori, persino al di là dei vincoli contrattuali.

Appello alla città e azionariato popolare

I tifosi si rivolgono a politici, imprenditori e vecchie glorie, proponendo la costruzione di un modello partecipativo locale: “Bisogna pensare a un azionariato popolare, dove ogni vibonese diventa protagonista. La Vibonese ai vibonesi”.

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