Partita scialba e mediocre, con fasi addirittura caotiche e senza costrutto, quella disputata al “Falcone e Borsellino” tra Paternò e Vibonese, valevole per la prima giornata di ritorno del girone I di serie D.
Erano di fronte due squadre che per diversi interessi di classifica dovevano aggiudicarsi irrinunciabilmente i tre punti, per non perdere sin d’ora i rispettivi treni.
Vibonese più propositiva ma imbrigliata
In questo contesto, è stata la Vibonese ad avere cercato con maggiore convinzione la via della rete, specialmente nel secondo tempo, dove trovava nel portiere avversario un baluardo insuperabile.
Esposito ha inserito subito in attacco il nuovo acquisto Coulibaly, preferendo sacrificare tra i pali Del Bello e ridando fiducia al giovane Marano, peraltro rimasto inoperoso.
Rientro difensivo e centrocampo senza guida
Con il rientro di Marafini la difesa ha acquisito maggiore solidità, anche se gli avanti locali non hanno destato particolari preoccupazioni, se non in un paio di occasioni nel primo tempo.
Si è avvertita sensibilmente l’assenza di un uomo di ordine e nello stesso tempo di estro, come il capitano Balla, il che ha costretto mister Esposito a modificare la fase propositiva di gioco e dando ancora di più le chiavi del centrocampo a Bucolo che come al solito ha cercato di mettere ordine e di creare le imbeccate giuste per i suoi, ma senza l’incisività e l’imprevedibilità dell’albanese.
Occasioni sprecate e classifica che allarma
Peccato, perché oggi la Vibonese poteva e doveva cogliere il successo pieno per non perdere ulteriore terreno rispetto alla zona play off, ma un combattivo e gagliardo Paternò non lo ha consentito.
In particolare il nuovo arrivo Coulibaly, pur avendo mostrato delle buone doti tecnico-atletiche, era puntualmente imbrigliato nelle attente linee difensive degli avversari.
Conclusioni amare
Purtroppo per i rossoblù calabresi, i risultati odierni scavano ancora di più il distacco dalla zona nobile della classifica ed è forse tempo di abbandonare voli pindarici e prendere atto della reale forza della squadra che l’attuale posizione di classifica riflette più o meno fedelmente.









