Allo stadio “Luigi Razza” è terminato il tempo delle analisi tattiche e dei calcoli di classifica per lasciare spazio alla passione pura. In vista del cruciale scontro diretto contro la Sancataldese, ribattezzato come un vero e proprio “Giovedì di Passione”, il tifo organizzato rossoblù ha rotto gli indugi lanciando un appello accorato a tutta la cittadinanza. Il messaggio dei gruppi più caldi non lascia spazio a interpretazioni: «Ora dobbiamo entrare in campo noi tifosi». È un grido che punta a scuotere l’ambiente, trasformando la partita di domani in un momento di identità collettiva dove il sostegno dagli spalti deve diventare il dodicesimo uomo necessario per raggiungere l’obiettivo salvezza.
L’effetto Fanello e la solidità ritrovata
Mentre la piazza si mobilita, sul rettangolo verde la squadra ha già iniziato a dare risposte concrete. La recente vittoria nel derby di Lamezia Terme ha agito da catalizzatore, restituendo al gruppo quell’anima e quella compattezza che sembravano smarrite. I numeri parlano chiaro: tre partite consecutive senza subire reti testimoniano l’efficacia della cura Fanello, capace di rendere la Vibonese una formazione più concreta e consapevole dei propri mezzi. Dopo aver spezzato l’astinenza da gol e da vittorie al “D’Ippolito”, i rossoblù cercano ora la conferma definitiva tra le mura amiche, dove il successo manca da troppo tempo.
Uno stadio per le nuove generazioni
La società, intercettando il fermento della piazza e la volontà degli irriducibili di dire «Basta indifferenza», ha deciso di incentivare la partecipazione dei più giovani confermando l’ingresso gratuito per tutte le scuole calcio della provincia. L’obiettivo è quello di ricreare quel clima trascinante che in passato ha reso il “Luigi Razza” un fortino inespugnabile. Quello contro la Sancataldese non sarà dunque un semplice confronto tecnico, ma un vero crocevia emotivo della stagione: una sfida che la Vibonese e i suoi sostenitori hanno intenzione di vincere prima di tutto nel segno dell’appartenenza.









