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28 Febbraio 2026
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Vibonese, missione salvezza: Danilo Fanello riaccende la speranza. “Sono qui perché ci credo”

Il terzo tecnico stagionale inaugura il nuovo corso. Tra il ritorno del patron Pippo Caffo e la promessa di dedizione assoluta, l'obiettivo è ricucire lo strappo con una tifoseria ferita.

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“Se sono qui è perché credo fermamente nel raggiungimento dell’obiettivo. Altrimenti non avrei accettato”. Danilo Fanello si presenta così, con la forza di chi non teme le macerie, al timone di una Vibonese che cerca disperatamente di evitare il naufragio. In una piazza che respira calcio da quasi un secolo, l’arrivo del giovane tecnico rappresenta quella che il commissario Rino Putrino ha definito una “svolta doppia”: un cambio di passo tattico che si intreccia al ritorno istituzionale del patron Pippo Caffo, nuovamente al fianco del club per blindare il finale di stagione.

Il patto con la piazza: sudore e appartenenza

Fanello non cerca alibi e affronta frontalmente il malumore dei sostenitori rossoblù. Consapevole del peso della maglia, ha tracciato il solco del suo mandato partendo da un’analisi schietta del clima cittadino. “È normale che la piazza sia delusa e amareggiata. Questa città e questa squadra sono abituate a campionati importanti. In questo momento però dobbiamo compattarci, stare uniti e fare una cosa sola”.

Per il tecnico, la riconquista del pubblico non passa dai proclami, ma da una precisa etica del lavoro: “Sta a noi, allo staff e ai calciatori, riportare il pubblico dalla nostra parte con l’atteggiamento, con il sudore, con la dedizione e soprattutto con i risultati. Purtroppo nel calcio si viene giudicati per quelli”.

La cura del dialogo per un gruppo scoraggiato

L’eredità tecnica è pesante, segnata da una difesa vulnerabile e da un morale ai minimi termini. Fanello ha ammesso di aver trovato una squadra “dispiaciuta e scoraggiata”, individuando nel confronto umano la prima medicina per guarire lo spogliatoio. L’obiettivo è intervenire immediatamente, parlando “faccia a faccia con i giocatori più rappresentativi per capire cosa sistemare immediatamente”.

Con la sfida di domenica ormai alle porte, il tempo per la teoria è ridotto allo zero. La strategia sarà improntata al pragmatismo: pochi concetti, ma granitici. Sulla leadership, Fanello è stato categorico, richiamando i calciatori alle proprie responsabilità, pur promettendo di non risparmiarsi: “Sono i giocatori che vincono i campionati. Io metterò a disposizione conoscenze, carattere, passione e magari anche qualche urlo in più, perché fa parte di me”.

L’orgoglio del centenario

Nonostante la classifica deficitaria, Fanello ha rivendicato la scelta di sedere sulla panchina vibonese con orgoglio, sottolineando il blasone di una società prossima al traguardo dei cent’anni. Una sfida accettata con ambizione e umiltà, ma soprattutto con una promessa solenne: “Sarò il primo a dare tutto me stesso, anche più di quello che ho, per portare i tifosi dalla nostra parte e festeggiare insieme l’obiettivo, anche se si tratta solo della salvezza”.

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