Anche il secondo impegno consecutivo casalingo si rivela l’ennesima debacle della Vibonese, oggi guidata dal neo tecnico Danilo Fanello. Del resto, c’era poco spazio per voli pindarici se l’avversario di turno si chiamava Savoia, che in campo ha fatto valere la sua netta superiorità, al di là dello scarto delle segnature, di cui la seconda realizzata (sarebbe meglio dire servita su un piatto d’argento) al 90° di gioco. Ma a parte il divario tecnico-tattico tra le due squadre, troppo evidenti sono apparsi i limiti dell’attuale team vibonese, in ogni parte del campo e in ogni fase di gioco.
Solo confusione e incapacità di uscire palla al piede
Non si è vista un’azione manovrata ovvero un gesto tecnico di rilievo, ma soltanto confusione, incapacità di uscire palla al piede e impostare coralmente una manovra; solo lanci alla rinfusa e tentativi di superare gli avversari ingaggiando duelli corpo a corpo, sistematicamente persi. Certo, non è facile condurre la partita dopo essere andati in svantaggio al quarto minuto di gioco su calcio di rigore e non si può dire che siano mancati l’impegno e la determinazione, specie nella seconda metà della partita, ma la corazzata campana ha dimostrato al ‘’Luigi Razza’’ di non essere per caso in vetta alla classifica, applicando schemi consolidati ed efficaci, sciorinando trame di gioco fluide e ficcanti, mettendo in mostra la notevole qualità dei singoli, evidenziando un ottimo collegamento tra i reparti e un’automatica intesa tra gli undici in campo. Come tutte le squadre mature, il Savoia ha saputo anche soffrire chiudendo ogni spazio, quando nel secondo tempo c’è stato il ritorno di Balla e compagni, tanto volenteroso quanto disorganizzato e improduttivo.
Percorso sempre più in salita
Preoccupa sempre più la difficoltà di trovare sbocchi in attacco, dove oggi il bomber Sasanelli era completamente isolato e mai raggiunto da un suggerimento incisivo, anche perché la difesa ospite difficilmente lasciava filtrare palloni. Gli unici pericoli rimangono affidati ai calci piazzati di Balla, ma è troppo poco per poter impensierire squadre di spessore, peraltro galvanizzate da una folta e splendida tifoseria, come quella che ha seguito in massa oggi la squadra del Principe Vittorio Emanuele. A questo punto, il percorso della Vibonese si fa sempre più impervio e le uniche speranze di allontanarsi dalla zona pericolosa sono legate alla mano del nuovo trainer e alla voglia di lottare di chi scende in campo, a cominciare dalla prossima cruciale trasferta di Ragusa.









