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4 Marzo 2026
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Calabria
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Vibonese padrona del gioco ma ancora a secco: dominio, qualità e orgoglio non bastano per vincere al “Franco Scoglio”

Prestazione maiuscola dei rossoblù al “Franco Scoglio” di Messina, ma resta il paradosso: tanto gioco, poca concretezza e un ambiente ancora freddo

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Sarebbe stato davvero beffardo per la Vibonese se oggi fosse uscita sconfitta dal “S. Filippo-Franco Scoglio” di Messina, dopo avere letteralmente “fatto” la partita e costretto il Messina a subire per larghi tratti della gara una supremazia territoriale condita da un calcio fluido raffinato e all’occorrenza muscolare dei rossoblù.

Il riscatto dopo la debacle con il Ragusa

Archiviata l’inopinata debacle interna con il Ragusa, gli uomini di Esposito sono arrivati in riva allo Stretto decisi a riscattare la scialba prova della domenica precedente e ci sono riusciti in pieno.

I protagonisti del match

Con l’ultimo acquisto Lagzir schierato sin dal primo minuto, un Bucolo formato gigante, un Castillo tornato ai suoi eccellenti livelli, una difesa-muraglia e un attacco mobile e versato (talvolta fin troppo) nel fraseggio, gli ipponiati hanno tenuto costantemente il pallino del gioco.

Il solito problema sotto porta

Come accade ormai in ogni match, non sono riusciti a tradurre nella moneta sonante del gol le pregevoli manovre sviluppate, peccando di scarsa precisione ed evanescenza nella fase realizzativa. Ecco, quindi, che squadre meno qualitative e più pragmatiche, come il Messina odierno, finiscono addirittura per trovare il gol nell’unica ficcante azione d’attacco, rischiando di partorire un risultato finale bugiardo.

Una squadra solida ma poco seguita

Continua a perpetuarsi un’inspiegabile anomalia in casa rossoblù: la squadra c’è e finora si è dimostrata una delle migliori compagini del girone; il nuovo assetto dirigenziale si è mostrato attivo e competente nel costruire un organico competitivo, con in testa un trainer lucido e preparato; le ambizioni di questo gruppo sono state espresse chiaramente, e nonostante tutto ciò, l’ambiente Vibonese rimane ancora distante e quasi disinteressato. Perché?

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