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3 Aprile 2026
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Artigianato dolciario in Calabria: tra il boom della qualità e l’allarme per la carenza di maestranze

Il report di Confartigianato fotografa un settore sotto pressione: nel 56% dei casi è impossibile trovare personale qualificato. Pesano i rincari di cacao e caffè

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Nonostante il comparto dolciario rappresenti un fiore all’occhiello dell’economia calabrese, le imprese del territorio si scontrano con un ostacolo strutturale: la reperibilità di professionisti. Secondo l’ultimo studio di Confartigianato Calabria, nel corso del 2025 il 56,2% delle posizioni aperte è rimasto vacante o ha presentato estreme difficoltà di copertura. Sebbene si registri un timido segnale di miglioramento rispetto ai dati precedenti, la Calabria si conferma maglia nera a livello nazionale, posizionandosi al quarto posto tra le regioni dove il “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro è più profondo. Una criticità che rischia di frenare la capacità produttiva di laboratori e pasticcerie artigianali proprio nei periodi di massima richiesta.

Materie prime alle stelle e l’ombra della crisi energetica

Oltre alla questione occupazionale, i maestri pasticceri calabresi devono far fronte a un’impennata dei costi di produzione senza precedenti. I dati su base annua sono impietosi: il cacao in polvere guida i rincari con un +17%, seguito dal caffè (+12,9%) e dal cioccolato (+6,8%). Questi incrementi si riflettono inevitabilmente sui listini al consumo, che a febbraio 2026 hanno fatto segnare un aumento medio del 3,1% per le consumazioni di gelateria e pasticceria. A preoccupare ulteriormente gli operatori è lo scenario geopolitico internazionale: le tensioni legate alla guerra nel Golfo minacciano una nuova escalation dei prezzi dell’energia, variabile che potrebbe compromettere definitivamente la sostenibilità economica delle piccole imprese artigiane.

Ascioti: “Proteggere un patrimonio di maestria e territorio”

Il comparto non è solo una voce del PIL, ma un elemento identitario della regione. “Il comparto dolciario artigianale rappresenta un patrimonio economico e culturale di straordinario valore per la nostra regione. La qualità delle produzioni, fortemente legata alle tradizioni locali e alla maestria degli artigiani, continua a essere un elemento distintivo capace di attrarre consumatori e valorizzare il territorio. Tuttavia, è necessario affrontare con determinazione le criticità legate al costo delle materie prime, all’energia e alla carenza di personale qualificato, per garantire sostenibilità e prospettive di crescita a un settore strategico”, ha dichiarato Salvatore Ascioti, presidente di Confartigianato Imprese Calabria. La sfida, dunque, si sposta sul piano della formazione e del sostegno istituzionale per evitare che la crisi dei costi soffochi l’eccellenza del Made in Calabria.

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