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4 Aprile 2026
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Bollette, l’energia è un masso al collo: per il terziario gas su del 70%. Salasso anche in Calabria

Il rapporto Confcommercio 2025 certifica un divario di competitività insostenibile rispetto ai partner europei. Mentre le imprese chiedono interventi immediati, il Governo cerca di chiudere un decreto "treno" bloccato da vincoli di bilancio e veti del MEF.

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Il 122% in più: è questo il rincaro vertiginoso che l’elettricità in Italia ha inflitto alle imprese tra il 2019 e il 2025, polverizzando il +64% della Francia e il misero +36% della Spagna. Un divario che Confcommercio definisce senza mezzi termini “un freno alla competitività”, trasformando le bollette in un masso al collo per l’intero comparto produttivo nazionale.

Imprese sotto scacco: i numeri del rapporto

Il rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio energia (Ocen) scatta una fotografia spietata del post-shock energetico. Rispetto al periodo pre-pandemia e pre-conflitto russo-ucraino, il conto del gas per le aziende del terziario è lievitato del 70,4%, mentre l’elettricità segna un +28,8%. Per un ristorante o un negozio di alimentari, la spesa fissa mensile per luce e gas ha ormai sfondato la barriera dei 2mila euro.

I dati dell’ultima parte del 2025 mostrano picchi drammatici: gli alberghi di medie dimensioni pagano 9.117 euro al mese, seguiti dai grandi negozi (5.979 euro) e dai piccoli hotel (5.263 euro). Anche i piccoli esercizi boccheggiano: i bar superano i 1000 euro mensili, mentre i negozi non alimentari si attestano sugli 855 euro.

Orsini e il “caso Italia”

“La nostra energia è tra le più care al mondo, è un tema da risolvere velocissimamente”, avverte il leader di Confindustria, Emanuele Orsini. Consapevole delle difficoltà tecniche, Orsini sollecita comunque l’esecutivo: “So che per il governo è complesso costruire un decreto sull’energia, perché ci sono milioni di composizioni per poterlo formare. Speriamo che nei primi giorni di febbraio” il dl sia pronto.

Il labirinto normativo del Mase

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, conferma la complessità del provvedimento durante gli Energy Days al Politecnico di Torino: “Stiamo andando avanti articolo per articolo, ormai sta diventando un treno con tanti, tantissimi vagoni”. Sebbene il decreto sia definito al 90%, il nodo resta il taglio dei costi per le PMI, reso difficile dalla totale assenza di fondi pubblici.

Le soluzioni tecniche, come la cartolarizzazione degli oneri di sistema tramite Cassa Depositi e Prestiti per abbassare subito le tariffe, si sono scontrate con il muro del MEF. Il Tesoro ha bocciato l’idea, ritenendola troppo onerosa per gli interessi futuri (10-12 miliardi) e rischiosa sul fronte degli aiuti di Stato Ue.

Oneri di sistema e scontro politico

A pesare non è solo la componente energia (60% del totale), ma il ritorno degli oneri di sistema che, terminata l’emergenza, occupano il 20% della bolletta. Confcommercio ha già inviato una lettera al Mase chiedendo tutele urgenti per le piccole e medie imprese. Dall’opposizione, i deputati M5S Emma Pavanelli ed Enrico Cappelletti accusano: si tratta di un allarme che “fino ad ora il governo ha ignorato”, ribadendo che la maggioranza “fa ancora finta di non vedere” le proposte concrete avanzate dal Movimento da oltre un anno.

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