Le organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil denunciano con forza il mancato riscontro alla richiesta di incontro inviata lo scorso 9 marzo all’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo e al direttore generale di Calabria Verde, Giuseppe Oliva.
Una situazione che, sottolineano, sta alimentando forti tensioni tra i lavoratori, sfociate questa mattina in una manifestazione spontanea davanti al distretto di Calabria Verde a San Giovanni in Fiore.
Trecento lavoratori senza reddito da mesi
Al centro della vertenza ci sono circa 300 operai del bacino ex legge 15, impegnati nelle attività idraulico-forestali nelle aree interne della provincia di Cosenza.
Si tratta di lavoratori precari e a tempo determinato, fermi dal novembre 2025 e quindi senza reddito da mesi. Una condizione che sta producendo pesanti ripercussioni economiche sulle famiglie, aggravata dal caro vita e dall’aumento dei costi di energia, carburante e beni di prima necessità.
Le richieste dei sindacati
Le sigle sindacali chiedono risposte immediate su questioni ritenute prioritarie: la definizione di tempi certi per l’apertura dei cantieri 2026, l’incremento delle giornate lavorative – ferme a 102 annue – e una programmazione chiara degli assetti occupazionali che garantisca equità e coerenza con le esigenze del territorio.
Allarme per territori fragili
La mancanza di risposte istituzionali viene giudicata “estremamente preoccupante”, soprattutto in territori già segnati da spopolamento e dissesto idrogeologico. I sindacati richiamano anche i recenti eventi alluvionali che hanno colpito le aree di Sibari e Tarsia, evidenziando come il ruolo dei lavoratori forestali sia cruciale nella prevenzione e nella gestione delle emergenze ambientali.
“Senza risposte, pronti alla mobilitazione”
Le organizzazioni sindacali ribadiscono la necessità di un confronto immediato e concreto e avvertono: “In assenza di un riscontro celere, saremo costretti ad attivare tutte le misure e le azioni sindacali necessarie a tutela dei lavoratori“.









