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3 Aprile 2026
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Carburanti alle stelle, vola il costo del diesel: la Calabria tra le regioni più care: 2,116 euro al litro

Il Codacons sbotta: "Il Consiglio dei ministri potenzi lo sconto fiscale". I rincari diffusi annullano il taglio delle accise: pressione sui consumatori

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Il prezzo del diesel torna a correre e supera la soglia dei 2,1 euro al litro in diverse aree del Paese. Secondo l’elaborazione quotidiana del Codacons sui dati del Mimit, sono già nove le regioni in cui il gasolio ha oltrepassato il livello considerato critico, con la Calabria stabilmente tra le più colpite.

La mappa dei rincari

In testa alla classifica dei listini più elevati si colloca Bolzano con 2,134 euro/litro, seguita proprio dalla Calabria (2,116 euro/litro). A ruota Friuli Venezia Giulia (2,113), Liguria e Lombardia (2,108), quindi Puglia e Valle d’Aosta (2,104), Basilicata (2,102) e Piemonte (2,100). Anche la rete autostradale conferma la tendenza al rialzo: il diesel raggiunge 2,137 euro/litro, mentre la benzina si attesta a 1,822 euro/litro.

Effetto accise svanito

Il Codacons sottolinea come gli attuali livelli di prezzo abbiano di fatto neutralizzato gli effetti del precedente intervento fiscale. “L’effetto dello sconto sulle accise è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa”, evidenzia l’associazione, aggiungendo che “i prezzi del gasolio sono ormai tornati ai valori precedenti la misura”.

Pressione sul governo

L’associazione dei consumatori guarda ora alle prossime decisioni dell’esecutivo.
Ci aspettiamo non solo una proroga del taglio, ma un potenziamento dello sconto fiscale per riportare i prezzi del diesel a livelli accettabili”, afferma il Codacons.

Un intervento che, secondo gli analisti, appare sempre più urgente soprattutto in regioni come la Calabria, dove il caro-carburanti incide in modo significativo su famiglie e imprese, già esposte a costi logistici più elevati rispetto alla media nazionale.

Impatto su consumi e trasporti

L’aumento del costo del gasolio rischia di riflettersi a catena su trasporti, distribuzione e prezzi al consumo. In un contesto economico ancora fragile, il ritorno sopra quota 2,1 euro rappresenta un segnale di allarme per l’intero sistema produttivo.

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