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25 Marzo 2026
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Confcommercio Calabria, l’allarme di Algieri: “Ristorazione e terziario strozzati dai rincari”

L'instabilità internazionale spinge i costi fissi delle imprese fino al 22%. Il presidente chiede interventi fiscali strutturali per evitare una spirale recessiva.

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L’economia calabrese sta attraversando una fase di profonda complessità, specchio di una tendenza che investe l’intero panorama nazionale. I venti di guerra provenienti dal Medio Oriente hanno determinato, nell’ultimo anno, un incremento verticale dei costi fissi per le imprese del terziario. Secondo le stime diffuse dal presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri, l’aggravio medio si attesta intorno al 14%, con picchi che raggiungono il 22% nei comparti ad alta intensità energetica come la ristorazione. Gli scenari futuri destano forte preoccupazione negli operatori economici: qualora le attuali condizioni di instabilità geopolitica dovessero perdurare nel tempo, le stime dei rincari di gestione potrebbero persino raddoppiare.

L’instabilità internazionale e il contestuale caro carburanti incidono sul tessuto produttivo calabrese in misura molto più marcata rispetto ad altre aree del Paese. A pesare sul territorio è soprattutto il persistente divario logistico e infrastrutturale della regione. Il solo settore del trasporto merci registra oggi un pesante aggravio dell’11% sui listini regionali delle spedizioni. Questa complessa congiuntura si traduce inevitabilmente in una dinamica inflattiva che erode il potere d’acquisto delle famiglie, determinando una flessione reale dei volumi di vendita nel commercio al dettaglio stimata intorno al meno due virgola uno per cento su base annua.

La resistenza delle imprese e la richiesta di riduzione delle tasse

Il rischio concreto evidenziato dai vertici di Confcommercio è quello di innescare una pericolosa spirale recessiva per l’intera regione. Per tentare di arginare la crisi e non perdere fette di mercato, le aziende locali stanno comprimendo i propri margini di guadagno fino al trenta per cento, compiendo un enorme sforzo pur di non trasferire integralmente i maggiori costi operativi sui listini finali rivolti ai consumatori. Questa capacità di tenuta e di assorbimento dei rincari ha ormai raggiunto il suo limite fisico e finanziario, oltre il quale molte saracinesche rischierebbero la chiusura definitiva.

Davanti a questo scenario emergenziale, Klaus Algieri lancia un appello preciso alla politica e alle istituzioni regionali e nazionali. Non sono più sufficienti i bonus o le misure tampone una tantum concesse periodicamente. Il mondo delle imprese del terziario e del commercio chiede a gran voce interventi strutturali di lungo respiro, a partire da una riduzione stabile della pressione fiscale complessiva. Solo un alleggerimento del carico di tasse e tributi sarà in grado di compensare l’impennata dei costi di gestione quotidiana determinata dall’attuale e incerto scacchiere internazionale.

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