Il porto di Schiavonea si ferma. Da giorni, le imbarcazioni della flotta coriglianese restano ormeggiate in banchina come segno di protesta e, soprattutto, di impossibilità materiale a proseguire l’attività. Il vertiginoso aumento del prezzo del gasolio ha reso la navigazione economicamente insostenibile, trasformando ogni uscita in mare in un rischio di perdita finanziaria. Una situazione critica che ha spinto l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Gianluca Gallo, a recarsi presso la sede del mercato ittico per incontrare i rappresentanti della marineria, affiancato dall’assessore regionale Pasqualina Straface e dal sindaco Flavio Stasi.
Il nodo dei sussidi: tra bonus insufficienti e risorse europee
Nonostante il recente credito d’imposta del 20% varato dal Governo per calmierare i costi dei tributi energetici, le misure si sono rivelate inefficaci rispetto alla portata dei rincari. L’assessore Gallo ha riconosciuto la legittimità della protesta: “I pescatori chiedono aiuti immediati per una problematica che si trascina da troppo tempo. Prima i cicloni, ora l’aumento incontrollato del carburante: la combinazione di questi fattori ha di fatto paralizzato il settore”. Il confronto si è poi spostato sul piano delle strategie istituzionali, con Gallo che ha riferito gli esiti dei recenti colloqui con il Ministro Lollobrigida. Al centro della trattativa c’è la richiesta di utilizzare fondi straordinari della Commissione Europea e, in subordine, lo stanziamento delle risorse Feampa già assegnate alla Regione.
Prospettive e prossimi passi istituzionali
L’attesa è ora tutta per i riscontri che dovrebbero arrivare a stretto giro da Roma e Bruxelles. “Confido in una risposta positiva a breve per le risorse Feampa”, ha dichiarato Gallo, sottolineando come il problema non sia circoscritto alla Calabria ma riguardi tutte le marinerie d’Italia. Per evitare che lo stop diventi definitivo, è stato programmato un nuovo tavolo tecnico in Regione nei prossimi giorni. L’obiettivo è quello di coinvolgere direttamente il Direttore Generale del Dipartimento Pesca del Ministero per definire soluzioni strutturali che possano ridare ossigeno a un settore che rappresenta un pilastro strategico dell’economia locale e dell’identità territoriale del basso Ionio.






