5 Ottobre 2026
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File e carburante terminato. Il blocco dei depositi crea già i primi problemi a Vibo Valentia

Dall’alba i trattori presidiano gli accessi agli impianti Eni e Meridionale Petroli di Vibo Marina. In serata i primi cartelli sulle pompe e lunghe code di auto. Disagi già registrati nella Piana lametina, che si rifornisce dallo stesso snodo

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Cartelli scritti a mano e fissati con il nastro adesivo sulle colonnine, la scritta “esaurito” accanto alla pistola del gasolio e una fila di auto che si allunga oltre l’area di servizio. È la scena che si presenta stasera in alcuni distributori di Vibo Valentia, dove il blocco dei depositi di carburante di Vibo Marina comincia a pesare su automobilisti, pendolari e attività.

Il presidio davanti ai depositi

La mobilitazione è partita prima dell’alba di oggi, lunedì 5 ottobre. Gli agricoltori hanno sistemato i trattori di traverso su via Cavalcavia e via del Cementificio, le due strade che le autocisterne percorrono per raggiungere i depositi di viale delle Industrie. Il presidio è stato organizzato dal gruppo MTA guidato da Matteo Talarico, che già sabato aveva annunciato l’intenzione di fermare i camion diretti agli impianti.

Nel corso della mattinata sono rimaste bloccate oltre quindici autocisterne, ferme lungo la carreggiata con le quattro frecce accese e impossibilitate sia a entrare che a uscire. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e lo stesso questore Rodolfo Ruperti, che ha avviato un confronto con i manifestanti. Dopo alcuni momenti di tensione nelle prime ore il presidio si è stabilizzato, ma gli organizzatori hanno fatto sapere che proseguirà anche nelle prossime ore.

Uno snodo che rifornisce mezza regione

I depositi di Vibo Marina sono tra i principali punti di approvvigionamento della Calabria centro-meridionale. Per questo l’effetto del blocco si allarga ben oltre la frazione costiera. A Lamezia Terme diversi impianti avevano già esaurito benzina e gasolio durante il fine settimana, a causa dei rallentamenti nelle consegne provenienti proprio dal centro di distribuzione vibonese. Con lo stop totale di oggi, i gestori temono che la situazione possa peggiorare rapidamente se i rifornimenti non riprenderanno con regolarità.

La protesta in tutta la Calabria

Il presidio di Vibo Marina è l’ultima tappa di una mobilitazione che va avanti da giorni. Gli agricoltori avevano già manifestato allo svincolo autostradale di Pizzo Calabro, mentre restano attivi i presidi a San Marco Argentano e Spezzano Albanese. Sempre oggi un centinaio di mezzi pesanti degli autotrasportatori aderenti a Fedralog si è radunato davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro.

Sul tavolo ci sono i 15 milioni di euro annunciati dal presidente della Regione Roberto Occhiuto per fronteggiare il caro carburante. Il Consiglio regionale è chiamato a votarli oggi a Reggio Calabria con un emendamento all’assestamento di bilancio 2026-2028, che affiderà alla Giunta il compito di definire beneficiari e criteri. Le categorie in protesta considerano lo stanziamento un primo segnale ma lo giudicano insufficiente. «15 milioni di euro non sono sufficienti per fermare la protesta», ha dichiarato MTA nei giorni scorsi, mentre dalla piazza di Catanzaro è arrivata la richiesta di ulteriori 30 milioni.

I prossimi giorni

Il calendario della mobilitazione resta fitto. Gli autotrasportatori hanno annunciato un fermo con sospensione dei servizi per il 9 ottobre, mentre il 10 ottobre è in programma una nuova manifestazione a Cosenza. A Vibo, intanto, l’attenzione è tutta sui tempi di sblocco dei depositi, da cui dipende la ripresa delle consegne ai distributori della città e della provincia.

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