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21 Marzo 2026
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Calabria
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La Calabria capitale dei rosati: ac Cirò irrompe il Concours mondial de Bruxelles 2026

Tre giorni tra degustazioni, turismo e strategie globali per il vino del Sud

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La Calabria si prepara a diventare il centro internazionale del vino rosato. Dal 27 al 29 marzo, Cirò accoglierà la sessione dedicata ai rosati del Concours Mondial de Bruxelles (CMB), uno dei più autorevoli concorsi enologici a livello globale. Un appuntamento che unisce degustazione, promozione territoriale e visione strategica, proiettando la regione nel cuore del mercato vitivinicolo internazionale.

Un palcoscenico globale per 1100 etichette

Saranno 55 giudici internazionali, tra giornalisti, buyer e sommelier provenienti da 20 Paesi, a valutare oltre 1100 vini rosati in rappresentanza di 30 nazioni. Numeri che confermano il peso dell’evento e la sua capacità di attrarre i principali protagonisti del settore.

Non solo degustazioni: il programma prevede anche tour nelle cantine, visite nei luoghi simbolo della regione e momenti dedicati all’approfondimento dell’identità vitivinicola calabrese, sempre più riconosciuta per biodiversità, clima e varietà ampelografica.

Innovazione e nuovi strumenti per il mercato

«L’edizione 2026 della Sessione Vini Rosati del CMB si conferma un appuntamento strategico e di grande impatto», spiega Quentin Havaux, CEO del CMB. «Quest’anno mettiamo al centro la valorizzazione dei dati sensoriali, trasformandoli in strumenti concreti per il marketing: schede sensoriali, ruote degli aromi e commenti di degustazione».

Tra le novità, il riconoscimento CMB MERIT, pensato per valorizzare vini di qualità fuori dal podio ufficiale, e la certificazione CMB Experience Certified, destinata a locali che promuovono vini premiati. «Vogliamo facilitare la comunicazione tra produttori e consumatori», aggiunge Havaux, «offrendo strumenti utili a tutta la filiera».

Cirò e la sfida della Docg

La scelta di Cirò non è casuale. Il territorio, tra i più rappresentativi della regione, ha recentemente ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), prima e unica in Calabria. Un traguardo che rafforza il ruolo della zona come simbolo dell’eccellenza enologica locale.

Un’opportunità strategica per il territorio

«Ospitare questo evento rappresenta un ulteriore riconoscimento per il lavoro di valorizzazione della nostra regione», sottolinea l’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo. «È un’occasione concreta per rafforzare relazioni commerciali e aprirsi a nuovi mercati».

Sulla stessa linea Fulvia Caligiuri, direttore generale Arsac: «La Calabria si afferma sui palcoscenici più importanti del settore grazie alla forza della sua storia e del suo patrimonio vitivinicolo. Puntiamo su qualità, ricerca e promozione per sostenere i produttori nelle sfide future».

Oltre il vino: turismo e identità

L’evento, inserito nel progetto Calabria Straordinaria, si configura anche come vetrina turistica. I partecipanti avranno l’opportunità di scoprire paesaggi, cultura e tradizioni, in un racconto che va oltre il calice e si estende all’intero territorio.

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